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28-3-2021

Salve a tutti, con la primavera che dà i primi segni di vita, invidiamo tutti chi può darsi al giardinaggio al sole e senza mascherine. Il mese è stato piuttosto povero di novità videoludiche e lucasiane (ma ho la sensazione che siamo in una fase di quiete prima della tempesta), quindi ho deciso di dedicarmi a un'esplorazione completamente nuova e forse tardiva...

Il mondo dei demo lucasiani

L'iniziativa Project Deluge, che ha portato alla luce centinaia di demo promozionali e prototipi di giochi pubblicati e non (tra cui il demo disk di Gladius!), mi ha fatto venire in mente che non mi ero mai effettivamente dedicato ad analizzare i demo storici delle avventure grafiche LucasFilm Games / LucasArts: la stragrande maggioranza di questi dimostrativi è liberamente scaricabile dal sito dell'interprete ScummVM, quindi mi sono rimboccato le maniche e ho steso un piccolo viaggio. Vi lascio alla lettura (spero stimolante e interessante) del nuovo articolo "Gli assaggi delle avventure LucasArts: viaggio nei demo dei classici". Sono sicuro che il viaggio non terminerà qui e andrà integrato con gli altri demo non coperti dal sito di ScummVM, ma come punto di partenza penso che sia più che sufficiente.

Il Monkey Island di Ron Gilbert, la stanchezza e il mea culpa

Quando un paio di mesi fa ho discusso della possibilità di un Monkey Island 3 di Ron Gilbert, argomento che avevo sempre cercato di evitare o trattare con le pinze in passato, me ne sono pentito praticamente dopo una mezz'ora, tanto che ho pateticamente cercato di addolcire le mie deboli profezie espresse su FB, compensandole qui su Lucasdelirium con un tardivo scetticismo, rielaborandole. Per questa ragione ho preso due recentissimi commenti dello stesso Gilbert a questo thread sul suo blog come la punizione che un po' merito. Ricapitolando quanto scrissi a gennaio, avevo ritenuto molto sospetti alcuni strani discorsi di Ron negli ultimi mesi, in particolare la rivelazione, con nonchalance estrema, della trama a grandi linee che aveva in mente per il suo Monkey 3, dopo che per quasi vent'anni era stata un misterioso Santo Graal per i fan (per approfondire, rimando ai miei articoli sul Monkey Island 3a e sui segreti di Monkey Island). Quella rivelazione e il rilancio della "Lucasfilm Games" con promessa di più titoli legati al loro passato, mi avevano fatto pensare come non mai che Ron potesse aver sbloccato la situazione, accettando di realizzare quel fantomatico titolo su licenza, capitolando. Mi sa di no. In risposta a un utente che lo sprona a realizzare ugualmente il suo Monkey 3, facendo un po' il furbo e aggirando il copyright Lucasfilm con trama e personaggi che vi ammicchino, Gilbert ha risposto:

Non è questione di finire in tribunale. Chi pagherebbe per il gioco? Non potrei fare un crowdfunding perché me lo chiuderebbero. Non sono abbastanza ricco da finanziarmelo da solo. Avrei difficoltà a trovare gente brava disposta a lavorare su un gioco "illegale". E' una cosa molto complessa... quindi mi concentro su altri giochi. [...] Per non dire che dovrebbe essere distribuito sul "dark web", perché Steam e gli altri store non lo accetterebbero mai. Fidatevi, ho pensato a tutte queste cose prima.

Volendo adottare la soluzione del classico disperato rifiuto psicologico, potremmo dire che queste sono frasi di risposta sulla fattibilità di un'altra (triste) strategia, cioè quella di un seguito "mascherato" per evitare l'uso di marchi altrui. Però ammettiamolo: non sono cose che scriverebbe uno che ha fatto già un accordo o che sta lavorando sul titolo in questione. Anzi, dice di "concentrarsi su altri giochi". Constato che l'ipotesi della licenza, come quella chiesta dai Telltale per Tales of Monkey Island, continua a non rientrare nell'orizzonte nè di Ron nè dei fan: capisco il suo punto di vista di principio, ma è un peccato, perché rimango dell'idea che sia la strada più realistica da percorrere, invece di attendere disperatamente i diritti veri e propri del marchio, che la Disney cederà in una dimensione alternativa (forse). Mi sento già abbastanza in colpa per avervi fatto illudere, cosa che mi ero ripromesso di non fare mai, quindi ora mi rifaccio al mio io più rigoroso (che avrei dovuto continuare ad ascoltare) e vi dico: non aspettatevi che la prossima avventura grafica di Ron Gilbert sia un Monkey Island. Fatevi un favore. Siamo ancora in tempo per razionalizzare la cosa e non arrivare al paradosso di essere delusi dall'annuncio di una nuova avventura grafica di Ron Gilbert (che ne stia preparando una è fuori di dubbio). Perché rovinarsi una festa così sarebbe davvero un paradosso masochistico, e se penso di avervi contributo mi mangio le mani. Lucasdelirium è sempre stato per unire passato, presente e futuro in un unico flusso storico, piedi nel passato, curiosità per il presente e sguardo verso il futuro, cercherò di ricordarmene e di non cedere facilmente ad altre tentazioni. Siamo in un'impasse, continuando a parlarne diventiamo come Bill Murray in Ricomincio da capo. "Too much drama", per dirla con Ron.
Ringrazio Andrea per la segnalazione!

Il vivace mondo di Sam & Max

L'Happy Giant di Mike Levine ha pubblicato tre nuovi screenshot di Sam & Max: This Time It's Virtual, ritorno del duetto creato da Steve Purcell in un nuovo gioco pensato appositamente per la realtà virtuale: nei prossimi giorni saranno rivelate piattaforme d'uscita e prezzo, perché la lavorazione sul titolo sta per chiudersi. Il dettaglio grafico mi sembra un po' aumentato e l'illuminazione mi appare meno piatta, anche se continuo a nutrire dubbi sulla resa di Sam, ahimè. In una sinergia che Purcell sta coordinando molto bene, il Boss Fight Studio sta per commercializzare un nuovo set di action figure.
In questo tripudio di Sam & Max, nel mio piccolo mi sono dato a quello che spero sia l'ultimo atto della manutenzione della Sam & Max Season One dei fu-Telltale. Come ricorderete, ho dato una mano alla Skunkape Games per un'ultima revisione della traduzione italiana nella remaster Sam & Max Save the World, uscita a dicembre: ho deciso di creare sei pacchetti per la vecchia versione, con l'aggiornamento finale della traduzione, per mettere in pari vecchio e nuovo. La scelta di crearli per l'edizione Steam (che non si vende più ma è data in omaggio a chi compra la remaster) è stata obbligata: la versione su Good Old Games della Sam & Max Season One non solo sembra refrattaria a ogni patch, ma è sempre stata zoppicante di suo. A malincuore, perché sarei altrimenti a favore sempre del DRM-Free, devo consigliare a chi voglia comprare oggi la prima stagione di Sam & Max, rimasterizzata e comprensiva degli originali, di puntare su Steam. Se però gli originali non vi interessano più di tanto e alla fine sapete che giocherete solo con la remaster, GOG rimane naturalmente l'approdo che vi consiglio.

Prima di chiudere, volevo segnalare che la versione Switch dello scoppiettante Tales from the Borderlands è stata pubblicata qualche giorno fa in digitale, con tanto di launch trailer che però non cita i Telltale in alcuna maniera. Lo capisco anche, visto che il titolo ormai è al 100% della 2K Games e quei Telltale non esistono più, però mi ha fatto ugualmente un certo effetto.
Ciao,
Dom

28-2-2021

Trascorso il periodo delle frappe carnevalesche, vissuto come possiamo nel lockdown mentale (che è più subdolo di quello effettivo), giungo con un aggiornamento non troppo vasto: come il protagonista dell'avventura che celebriamo oggi, la qualità conta più della quantità, mai come a questo giro. E le dimensioni non contano! :-D

Stacking, 10 anni di Charlie Blackmore!

Confesso che per la celebrazione di questo mese ero un po' teso: 10 anni fa avevo amato alla follia Stacking, avventura grafica "alternativa" della Double Fine di Tim Schafer, opera prima del grafico Lee Petty. Rigiocandolo ora, avrei provato le stesse sensazioni? Avrei notato più difetti? L'avrei ridimensionato? Manco per idea, continuo ad adorarlo visceralmente, come potrete notare leggendo la scheda rivisitata: ho riscritto le sezioni dedicate a grafica e sonoro, ho cambiato tutti gli screenshot (approfittando della mia prima run su PC e non su console), però non ho rinunciato a tutti i ragionamenti che avevo articolato nel vecchio pezzo, riorganizzandoli. Complemento perfetto di quello che scrivo sono i commenti dello stesso Lee Petty per il decennale, raccolti in un podcast presentato da Heather Alexander, community manager della DF. Vi riassumo qualche concetto e considerazione del buon Lee. Buon compleanno Charlie!

Il film di Monkey Island, perché fu cancellato?

Ogni appassionato doc di Monkey Island sa che verso la fine degli anni Novanta fu messo in cantiere dall'Industrial Light & Magic un film di animazione tratto dalla saga di Ron Gilbert: nel Monkey Island Special Edition Bundle pubblicato nel 2011, contenente la The Secret of Monkey Island - Special Edition e la Monkey Island 2 - Special Edition, tra gli extra furono incluse svariate concept art di preproduzione, oltre a una sinossi più o meno definitiva di quella che sarebbe stata la trama. Fu la prima volta che la Lucasfilm ammise ufficialmente l'esistenza di quel progetto. Finora però nessuno si era posta la domanda che si è invece posta Polygon in un articolo, cioè: ma perché in effetti il film non andò in porto? Riassumo il loro lungo interessante pezzo per punti. Ci sono risvolti tragicomici.

Star Wars e la Virtual Reality

Segnalo molto volentieri la recensione di Alessandro Taliente dedicata a Vader Immortal: A Star Wars Series, action-adventure in VR dall'ILMXLAB della Lucasfilm, la costola dedicata alle esperienze in realtà virtuale. Da appassionato di Guerre Stellari, Alessandro si fa trasportare in una galassia lontana lontana e allo stesso tempo mi consente di introdurre il mio articolo successivo, un ulteriore approfondimento dell'imminente Sam & Max This Time It's Virtual della Happy Giant, ritorno di Sam & Max in VR (quella vera, non quella comica vista in Hit the Road!). Nonostante la VR continui a lasciare perplessi i miei risparmi e il mio terrore della chinetosi, ultimamente ho toccato con mano quanti esperimenti ci siano nel settore non solo in ambito ludico, ma anche puramente narrativo: per lavoro per esempio ho parlato di questo "corto" Disney. Mi sale la curiosità, abbraccerò il Lato Oscuro?
A proposito dei giochi dedicati a Star Wars, ad aprile è previsto un remaster dell'FPS strategico Republic Commando per PS4 e Switch. Uscito nel 2005 per Windows e Xbox, fu realizzato dall'allora divisione interna della LucasArts, e vi parteciparono diverse nostre conoscenze che poi sarebbero passati ai Telltale di lì a poco, come David Bogan, Mike Stemmle, Ryan Kaufman e Greg Land. Executive producer era Daron Stinnett, capo-progetto del mio amato Dark Forces e dell'fps spaghetti-western Outlaws.

Mike Levine su Sam & Max: This Time It's Virtual e gli anni della LucasArts

Il tecnico grafico Mike Levine, nonostante abbia collaborato a diversi titoli storici alla LucasArts, non è spesso tirato in ballo nei ricordi. Ora che con la sua Happy Giant sta lavorando sul ritorno in VR di Sam & Max con Sam & Max This Time It's Virtual, in collaborazione con gente del calibro di Mike Stemmle e Peter Chan, la musica è diversa. Mike è stato intervistato nel podcast di Skarred Ghost, riepilogando quello che sappiamo sul gioco che uscirà quest'anno, ma anche rimembrando i tempi andati. Seleziono, riassumo e/o traduco, dopo un nuovo video di gameplay.

A proposito di Ron Gilbert...

A proposito del nostro buon Ron Gilbert, pare che la sua nuova avventura, tuttora misteriosa, stia per entrare in produzione: sul sito della Terrible Toybox sono apparsi tre annunci di lavoro, per un animatore 2D, un grafico degli ambienti e un programmatore del gameplay. Si fa riferimento a un' "avventura grafica punta & clicca in 2D illustrata" e a uno stile "dipinto a mano" (tempo fa cercava un grafico esperto in pixel-art: qualcosa è cambiato?). Si parla anche di un impegno di una decina di mesi a partire quasi da subito, il che è coerente con l'uscita ideale del prossimo titolo, se ricordate collocata da Ron mesi nel 2022. Tra parentesi, un paio di mesi fa ho notato che Jennifer Sandercock, coprogrammatrice, producer e anche codialoghista di Thimbleweed Park, è diventata cittadina americana (è australiana), si è trasferita a Seattle (dove vive anche Ron), sta producendo "un gioco" e di recente per lavoro dice di essere andata "in Germania" (una delle patrie degli adventure game, nonostante negli ultimi tempi le produzioni a medio budget stiano soffrendo anche lì). Se c'è qualche editore/finanziatore tedesco, forse è questo il motivo per cui per la nuova avventura non è stato avviato un Kickstarter.

Tales from the Borderlands ritorna: qual è lo stato dei giochi Telltale?

Tales from the Borderlands, opera non troppo osannata dei fu-Telltale ma non per questo da dimenticare, è tornata acquistabile su Steam, Playstation 4 e Xbox One (in modalità compatibilità su Series X e PS5), con in più una nuova versione Switch in arrivo a fine marzo in digitale. La serie, che ricordo ha sottotitoli in italiano ufficiali, non viene rimessa in circolazione dalla LCG Entertainment / Athlon Games, nuova proprietaria dei marchi Telltale: è invece stata rilevata dalla 2K Games, l'editore della serie ammiraglia di fps-gdr Borderlands realizzati dai Gearbox. Sperando in uno sbarco DRM-Free su GOG, è comunque una buona notizia: il tono grottesco demenziale copriva in realtà una sceneggiatura sci-fi più profonda del previsto, di rara intelligenza e con un crescendo da manuale. Uno dei lavori migliori dei Telltale, meno celebrato di The Walking Dead.
Ricapitolando, per evitare confusioni, attualmente quanti giochi della defunta Telltale sono tornati disponibili, tramite quali nuovi proprietari? Ecco un elenco schematico diviso per publisher.

E a sorpresa ritorna anche Zzap!

Paolo Besser, una delle più antiche e gloriose firme del giornalismo videoludico in Italia, tuttora collaboratore di The Games Machine, si è lanciato col suo sempiterno complice Davide Corrado in una follia nostalgica, che sono sicuro toccherà il cuore di molti di voi: rilanciare Zzap!, forse una delle più famose e storiche riviste di videogiochi. Con la complicità di Danilo Dellafrana e Nicola Morocutti, hanno partorito un numero zero di 16 pagine, scaricabile gratuitamente in pdf e stampato in pochi esemplari (non disponibili). Lo staff copre con entusiasmo tutte le nuove produzioni legate alle vecchie macchine come Commodore 64 e Amiga: se vi sembra una forzatura, sappiate che negli ultimi tempi questo "retrodeveloping" sta letteralmente esplodendo, con sorprese dove non ve le aspettereste. In futuro sperano di organizzarsi con una stampa vera e propria, uscendo a cadenza relativamente libera, trimestrale o quadrimestrale. Naturalmente hanno tutti i permessi legali per l'uso del marchio (ricordo che la rivista nacque in Inghilterra col nome di Zzap!64 nel 1985, un anno prima della partenza della sua controparte italiana): è un progetto convinto. Dal momento che periodicamente continuo a ricevere apprezzamenti per il mio pezzo sulle riviste di videogiochi, immagino che l'iniziativa possa interessarvi.

Fine dell'aggiornamento per questo mese, alla prossima gente! :-)
Ciao,
Dom

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