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Day of the Tentacle Remastered

(2016, Double Fine Productions - Matt Hansen)

Remake di Day of the Tentacle, seguito di Maniac Mansion. Cinque anni dopo il salvataggio di Sandy dalle grinfie del dr. Fred, ora relativamente rinsavito, il suo tentacolo viola domestico Purple beve dagli scarichi tossici del laboratorio una miscela che lo dota di manie di grandezza. Green manda una richiesta d'aiuto al nerd Bernard, che con due nuovi amici, la stralunata studentessa Laverne e il metallaro Hoagie, si precipita alla villa. Quando la situazione precipita, il dr.Fred spedisce i tre indietro nel tempo per impedire a Purple di bere la mistura. La macchina del tempo però si guasta: Bernard rimane dov'è, Hoagie finisce testimone della stesura della Costituzione Americana nel 1776 e Laverne in un futuro distopico dominato dai tentacoli...

Analisi

DESIGN / SCENEGGIATURA

Quarta riproposta di un classico LucasArts, dopo le Special Edition di Monkey 1/Monkey 2 e il Grim Fandango Remastered, questa Remastered di Day of the Tentacle è la seconda firmata dalla Double Fine di Tim Schafer, che riprende in mano il gioco che nel 1993 segnò il suo esordio come capo-progetto, in coppia con Dave Grossman. Gameplay e testi sono rimasti in tutto e per tutto uguali agli originali: nessun enigma aggiunto, sottratto o modificato, nessun dialogo riscritto, nessun aiuto attivabile per la risoluzione dei puzzle. E va bene così. Va particolarmente bene così, perché rigiocando mi sono reso conto di quanto Day of the Tentacle sia invecchiato bene, pure meglio di Grim Fandango: anche se lo si paragona a un titolo recente con stile analogo, come la saga di Deponia, appare in questa veste assolutamente competitivo.

 

 

Rimane assurdo, originale, compatto e non dispersivo nel design, rapido nel sistema di controllo, persino meno verboso di proposte attuali. Solo la sua premessa potrebbe disorientare chi non conosca Maniac Mansion, ma DOTT è abbastanza delirante da mettere a freno le angosce per la continuity. E il game design, col senno di poi, è parecchio adatto al mercato odierno, in equilibrio magico di ragionamento ed immediatezza, né autosolvente né ottuso e frustrante. Per chi fosse interessato ai contemporanei achievement, Grossman in persona ne ha creati un mucchio per Steam e PS4/PSVita.
Funzionando con il motore SCUMM, Day of the Tentacle segue la scia delle Special Edition dei Monkey, dando la possibilità di accedere in qualsiasi momento al gioco originale, ma spingendosi un po' oltre nella flessibilità. Mentre i nuovi Monkey cancellavano tout court l'interfaccia fissa con verbi e inventario, mantenendola solo nell'edizione vintage, il team del producer Matt Hansen ha deciso di consentire la partita alla Remastered con una versione in HD della vecchia interfaccia. Se si vuole si può quindi rinunciare alla grafica a tutto schermo widescreen con interfaccia radiale a scomparsa, in favore delle vecchie dinamiche, in un contesto estetico però nuovo. Cosa bizzarra, si può persino al contrario giocare la vecchia versione in widescreen, senza verbi ed inventario su schermo, con un'incarnazione in pixel-art della nuova interfaccia, in una sorta di "what-if"! In ogni caso, se si gioca a tutto schermo, l'inventario funziona meglio di quello dei Monkey rivisitati: è una sorta di versione ampliata a scorrimento di quello visto in Broken Age.

 

 

Se volessi fare le pulci di un sistema di controllo parecchio efficace, direi che sulle prime istintivamente mi aspettavo che l'interfaccia radiale presupponesse una pressione continuativa del tasto del mouse, con rilascio; invece presuppone che si clicchi più volte, prima per attivarla, poi per scegliere le varie azioni. Uno spiazzamento che personalmente mi è durato non più di cinque minuti. Un enorme pregio di questo tipo di approccio, apprezzato anche nelle nuove edizioni dei Monkey, è che il menu radiale intorno a ogni hotspot segnala solo le azioni che presuppongono una reazione/risposta originale del personaggio. Questo evita i tanti tentativi ricompensati con le solite frasi generiche, e anzi ha attirato la mia attenzione su azioni che ritenevo inutili e finora non avevo mai pensato di fare: non pensavo che Laverne si lasciasse andare a una tale quantità di risatine idiote! La presenza della vecchia interfaccia, come ho spiegato, assicura che anche chi non desideri questa preselezione possa sperimentare ogni verbo.
Come nell'originale, a un certo punto è possibile accendere un simil-Commodore 64 e giocare al vecchio Maniac Mansion del 1987, in questo caso nella sua versione Enhanced EGA: la Double Fine sulle prime ha avuto la malaugurata idea di rispettare lo stesso approccio del vecchio Day of the Tentacle inglese, che conteneva la prima versione del gioco più spartana, con un solo salvataggio disponibile, dalla Double Fine trasformato addirittura in un salvataggio di stato, quando Bernard "spegne" il computer.

 

 

Era un'idea già piuttosto sballata nel 1993, per fortuna non vissuta da noi in Italia, dove la CTO, non avendo mai localizzato quella prima versione, propose l'Enhanced EGA tradotta e con salvataggi multipli. Sia come sia, nell'ottica di diffusione di questi vecchi classici, Maniac Mansion è oggettivamente non completabile con un solo salvataggio, a causa dei possibili vicoli ciechi, non sempre evitabili nemmeno da un veterano, figuriamoci da chi stia muovendo i primi passi in un'avventura dalla forma mentis così antica. La Double Fine ha corretto il problema con una patch, ma non ha intenzione di ovviare a un altro: il Maniac contenuto in questa Remastered è e rimarrà solo in inglese, nonostante DOTT sia distribuito in italiano. Discutiamo di motivazioni e rimedi nella sezione "programmazione".
L'esperienza del Day of the Tentacle Remastered è arricchita da un commento audio di Schafer, Grossman, Larry Ahern, Peter Chan, Peter McConnell e Clint Bajakian, attivabile quando segnalato. In quantità si chiacchiera molto meno che in Grim Fandango Remastered, sia perché l'esperienza è più breve, sia perché i commenti sono effettivamente in minor numero. Ho avuto tuttavia la sensazione che siano di meno ma più significativi, ammesso che non si siano lette troppe interviste, passate o recenti, agli stessi personaggi.

 

 

Anche in virtù del gran lavoro sulla grafica, di cui sto per discutere, Day of the Tentacle Remastered è un prodotto più sicuro e più equilibrato di Grim Fandango Remastered. Se si esclude l'implementazione zoppicante del primo Maniac Mansion, questa è forse la migliore e più rispettosa riproposta di un classico LucasArts. Ciò detto, rimango piuttosto scettico sulla propaganda che la spaccerebbe come "versione definitiva". Per l'appassionato esigente la versione "definitiva" non potrà essere che l'originale del 1993. Qui si tratta, senza retorica, di proporre l'aggiornamento di un pezzo di storia ancora perfettamente fruibile, anche più di altri classici, alle giovani generazioni o a chi, pur avendo una certa età, non l'abbia vissuto in quel momento e non viva quindi l' "imprinting" di cui parlai nel mio articolo. Entrambe le categorie non potranno che divertirsi, a meno che non odino a pelle lo humor farneticante di casa Edison e dintorni.

 

 

GRAFICA

Nel mio citato articolo, ho già avuto modo di esprimere apprezzamento per una rivisitazione grafica che finora nei restauri lucasiani non avevamo ancora mai sperimentato, se non in forma monca in Grim Fandango Remastered. Il team della Double Fine, con l'aiuto dei Shiny Shoe e Super Genius, ha ridisegnato e ricolorato in HD tutta la grafica dell'originale, cercando di mantenerne inalterato lo stile grafico. Era importante, perché se Monkey 1 aveva una resa visiva figlia dei limiti, e Monkey 2 un uso del dettaglio ancora acerbo, Day of the Tentacle fu la prima avventura lucasiana a presentare una direzione artistica reale, cioè un insieme coerente di scelte in merito a colore, linea e animazione. Per la prima volta s'invertì il rapporto tra limiti e stile, cosa che impedisce di liquidare l'originale come "antiquato" al 100%. Chan e Ahern, responsabili di fondali e animazioni nella prima versione, hanno svolto lavoro di consulenza per l'impresa improba, inevitabilmente destinata a qualche scetticismo. L'impatto sembra sprecato per un remake, sembra che non si sia fatto nulla: la reazione testimonia però la riuscita della strategia! Non sono stati usati filtri grafici (se non immagino come sostegno iniziale), come può testimoniare d'altronde l'attivazione degli stessi sull'originale, in un interprete come ScummVM. Non solo è impossibile ottenere lo stesso effetto, ma ScummVM non può di certo mandare il gioco a tutto schermo in widescreen. Widescreen che, come non era successo con il Grim Remastered, è qui garantito anche nelle sequenze in origine quadrate: i grafici hanno ampliato le schermate a sinistra e a destra, a volte usando sezioni non inquadrate degli stessi bozzetti di Chan, quasi interamente sbloccabili tra i bonus (si parla di oltre 150 disegni!). Nel caso si attivi la vecchia interfaccia, il gioco torna in 4:3.

 

 

Nemmeno le animazioni sono invecchiate come si penserebbe: il loro framerate era manuale, studiato per determinati effetti comici, inserire fotogrammi intermedi avrebbe spinto questa riedizione verso una rilettura più drastica (e disomogenea) come successe per la Monkey Island 2 Special Edition. La tecnica d'animazione di DOTT inoltre è un'arte purtroppo in dismissione: con i suoi fotogrammi disegnati manualmente uno per uno, è stata soppiantata (incluso in Deponia) dal moderno tweening anche sul 2D animato a mano.
Alcuni aspetti non pagano, una volta portati in HD, va detto. L'alta risoluzione per esempio spinge immediatamente a notare l'assenza di ombre proiettate dai personaggi, o sotto di essi: è un istinto percettivo. Certi dettagli nei visi o nei particolari, giocoforza assenti nel 1993, ora sono stati portati in vita, e il risultato può deludere. Alcuni walkbox (aree di movimento dei personaggi) risultano ora più imprecisi, mentre nella bassa risoluzione la cosa dava meno fastidio. In HD pesa la mancanza di movimenti labiali, diversi dal solito loop in movimento delle bocche. Nonostante tutto, questi particolari necessitano di concentrazione: se ci si lascia trasportare, l'insieme tiene benissimo, e non è tanto più approssimativo della media delle avventure grafiche in 2D odierne, il che, mi rendo conto, suonerà a qualcuno come un "mal comune mezzo gaudio". Ma che un gioco del 1993 regga il colpo così, senza ritocchi sostanziali, è sempre stupefacente.

 

 

MUSICHE E SONORO

Non nella grafica, ma in quest'ambito posso dare ragione a chi invochi ScummVM come valida alternativa a questa Remastered. Peter McConnell ha supervisionato la resa moderna della colonna sonora, con una strategia parallela a quella applicata alle immagini: le musiche "remastered" si avvalgono di strumentazione midi campionata sì moderna, ma anche abbastanza basica, che non modifica sostanzialmente il sapore originale sintetico del 1993. Ultimamente ScummVM, supportando il driver wavetable Fluidsynth, permette di eseguire le colonne sonore General Midi con set di soundfont proposti dall'utente, ottenendo probabilmente risultati migliori, ammesso che si possieda la competenza musicale necessaria. Sicuramente per necessità di un multipiattaforma molto diversificato, tra console e PC, Day of the Tentacle Remastered usa il midi come base, ma implementa i brani come normali file audio digitali mp3, come avvenne per la Monkey Island 2 Special Edition, con le transizioni iMUSE non più calcolate in tempo reale, bensì preregistrate (c'è qualche pausa che peserà in maniera direttamente proporzionale alla vostra capacità di coglierla). La colonna sonora vintage invece è la semplice registrazione di una Sound Blaster/AdLib emulata.

 

 

Doppiaggio ed effetti sonori sono gli stessi sia giocando alla Remastered, sia attivando il gioco originale, che così per i più esigenti non è effettivamente originale al 100%: non tutti gli effetti sonori, riregistrati ad alta frequenza, sono uguali a quelli che ricordavamo, nonostante l'impegno in merito del sound designer Paul O'Rourke. La pulizia del doppiaggio inglese è di tutto rispetto: i DAT con le registrazioni sono stati rinvenuti e digitalizzati nuovamente; non escluderei che, quando una battuta originale fosse stata ricavata dalla fusione di due take diversi, l'esito non sia effettivamente identico all'originale. Da qui ad accorgersi del problema, al di là della supposizione, comunque ce ne passa.

Revisione: 4/2016

 

 

NOTE TECNICHE SULLA PRIMA EDIZIONE (Windows/Mac/Linux, Playstation 4, PS Vita)

Day of the Tentacle Remastered, pur non scevro da problemi minori corretti via patch, è arrivato sul mercato nel marzo 2016 su Steam, Good Old Games e Playstation Store in condizioni migliori di Grim Fandango Remastered. Il pacchetto sui 2Gb, disponibile solo in digitale, non ha richieste esose e se la cava abbastanza bene anche su configurazioni relativamente vetuste: W7 / OSX 10.7 / Ubuntu 14.05, con CPU Core Duo / Dual Core 2Ghz, 2Gb RAM, 512Mb VRAM. Il motivo per cui la Double Fine sostiene di non poter inserire versioni tradotte del Maniac Mansion bonus è nella quantità di testing che richiederebbe: alla LucasArts bastò inserire il vecchio Maniac e lasciare che si avviasse da sé, ma sui sistemi attuali questo non si può più fare.

 

 

La Double Fine non implementa nel suo codice programmi di terze parti come DosBox o ScummVM, non potendo avviare processi secondari sotto Playstation 4 e PS Vita (e credo anche per ragioni legali connesse al tipo di licenza, ma non ci posso mettere la mano sul fuoco), cosicché Oliver Franzke, così come fece per le Special Edition dei Monkey, ha programmato un interprete ad hoc, che però applica dall'esterno le localizzazioni ai file originali di Day of the Tentacle e Maniac Mansion, non rendendo quindi nessuna localizzazione automaticamente sicura senza testing. Sarebbe stato forse il caso di trovare il tempo, per il vecchio Maniac, di passare da un archivio a un altro al volo, inserendo fisicamente tutte le versioni tradotte di Maniac (occuperebbero un'inezia) e saltando quindi il testing aggiuntivo, come lo saltò la LucasArts. In attesa che la Disney sciolga le sue inspiegabili riserve e si decida a condividere anche i giochi originali al di là dei remake, ho creato due patch per tradurre in italiano il DOTT originale e Maniac, dopo averli estratti dalla Remastered seguendo le istruzioni nel file accluso.

Credits (Win/Mac/Linux, PS4, PS Vita)

Executive producer: Matt Hansen
Design degli achievement: Dave Grossman
Programmazione: Oliver Franzke (sup.), Aaron Jacobs
Lavorazione animazioni: Raymond Crook (sup.)
Lavorazioni grafiche: Say Oh, Emily Johnstone, Razming Mavlian
Lavorazioni audio: Paul O'Rourke
Testing: Daniel Pangelina, Tony Lo
Lavorazioni grafiche esterne: Super Genius
Programmazione e lavorazioni grafiche esterne: Shiny Shoe Ltd.
Il 95% del gioco è identico all'originale, quindi per il resto del team valgono i credits dell'epoca

 

 

Altre edizioni e porting

iOS (2016)
Day of the Tentacle Remastered è sbarcato anche su iOS nel luglio 2016. Dopo le svariate lamentele sulla versione Android del Grim Fandango Remastered, ci si è limitati a quest'unica versione mobile. I requisiti parlano di iOS 9.0 e 2.8Gb liberi sul vostro iPad/iPhone. Il gioco è ancora regolarmente acquistabile sull'Apple Store.