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Monkey Island 2 Special Edition -
LeChuck's Revenge

(2010, LucasArts Entertainment Company - Craig Derrick)

Remake di Monkey Island 2 (seguito di The Secret Of Monkey Island). Dove sarà custodito il tesoro di Big Whoop? Guybrush, che sta virilmente cercando di farsi crescere una barba e si è munito di lussuoso pastrano, comincia a cercarlo su l'isola di Scabb. Il tentativo è infruttuoso e come se non bastasse il nostro non può lasciare l'isola perchè il bieco taglieggiatore Largo La Grande ha posto il territorio sotto embargo. Presto Mr. Threepwood si troverà diviso tra la ricerca della mappa per l'agognato tesoro e la sua stessa sopravvivenza, minata da un LeChuck zombie resuscitato tramite rito voodoo e più nervoso che mai.

Analisi

DESIGN / SCENEGGIATURA

A un anno esatto di distanza dalla The Secret of Monkey Island - Special Edition, la LucasArts e il producer Craig Derrick tornarono alla carica affrontando un avversario più temibile: il seguito per eccellenza nella storia delle avventure grafiche, ancora oggi considerato un termine di paragone. Le basi del lavoro rimasero le stesse: sceneggiatura e game-design sostanzialmente invariati, vecchia versione attivabile a piacimento in tempo reale, aggiunta di un sistema di aiuto progressivo opzionale che indica via via la soluzione agli enigmi, con in più a questo giro la possibilità di illuminare tutte le zone interattive della schermata (su PC basta premere contemporaneamente i due tasti del mouse). Gradite novità in ambito interfaccia: eliminata quella contorta che piagava la precedente Special Edition, reso l'inventario più immediato, la LucasArts ha optato per un puntatore intelligente con interfaccia radiale a scomparsa per ogni hotspot: i comandi che compaiono non sono però fissi e standard (in stile Monkey 3), ma cambiano a seconda della zona selezionata, dando l'accesso solo alle interazioni specifiche relative ai comandi della vecchia versione, quasi azzerando quindi le risposte generiche che Guybrush dava quando si cercava di fare qualcosa di non previsto. Un'idea davvero intelligente, accoppiata a un discreto numero di obiettivi/achievement sbloccabili sia su Steam sia sulle console, assenti nella prima Special Edition. Su PS3 e Xbox 360 è inoltre possibile muovere Guybrush direttamente con lo stick sinistro, mentre col destro si continua a controllare il puntatore: pur non terribilmente preciso, il metodo consente di limitare l'innaturale spostamento del cursore a chi gioca con un pad.

 


 

Dal punto di vista dei contenuti, la prima cosa che salta all'occhio dell'appassionato è la soppressione della sequenza dei titoli iniziale, insieme al demenziale elenco di "cose alternative da fare" dopo i titoli di coda. Per quanto mi sforzi, non riesco proprio a immaginare quali possano essere i motivi di tale decisioni, se non forse una mal indirizzata indipendenza creativa. Di fronte a un remake che ricalca pedissequamente l'originale al 90%, cambiamenti di questo tipo stridono: ci si aspetta uno Psycho di Gus Van Sant e ce lo si ritrova stranamente monco di due elementi non strettamente funzionali ma caratterizzanti. Chiaro che il gioco regga ugualmente, ma di fronte al lavoro alacre che è stato eseguito sul resto del prodotto, risparmiare risorse su queste cose suona alquanto ridicolo (e risparmiarle nemmeno poi tanto, visto che è stato creato un bel menu nel quale si ascolta il tema iniziale proprio di quell'intro!). Diverso il discorso per l'unico livello di difficoltà, il "completo": il livello "lite" era stato già soppresso nella mia versione cd-rom dell'originale Monkey 2 ed è probabile che gli autori abbiano preferito privilegiare l'esperienza totale, anche in virtù del sistema di aiuti da loro implementato. Dal mio punto di vista, per i neofiti avrebbe avuto molto più carisma una partita "lite" che una "completa" con aiuti espliciti, e anzi sarebbe stata una bella mossa recuperare quel livello di difficoltà "medio" che Ron Gilbert scartò nel 1991. Ammetto che però quest'ultima opzione avrebbe richiesto molto più lavoro (altro che l'intro!), dato che quello specifico game design non era stato mai finalizzato.
Il regalo più significativo di questa Special Edition rimane l'opzione per il commento audio di Ron Gilbert e Tim Schafer e Dave Grossman, la cui personalità traspare in modo chiaro dai loro interventi, sottotitolati (con poca precisione, va detto) e attivabili quando segnalati. La loro presenza è preziosa non tanto per la quantità e il contenuto dei loro commenti - non sono tanti e i ricordi degli interessati a volte sono nebulosi, più di quelli degli appassionati! - quanto perché testimonianza di un modo di creare videogame lontano anni luce dalla consapevolezza attuale.

 


 

Ci sono sconvolgenti rivelazioni sul famoso finale criptico? In un certo senso sì, ma non esplicitamente: nessuno dei tre rivela cosa significhi quell'epilogo, ma lì e altrove traspare chiaramente come l'improvvisazione e soprattutto una creatività ludica dominassero il lavoro. Giocare con il giocatore era importante quasi quanto farlo giocare. Insieme all'effetto (tragicamente?) epifanico che alcune scene hanno col doppiaggio, i commenti audio demoliscono con goliardìa i voli pindarici dei fan su presunti sottotesti seri o virtuosismi metaforici di sceneggiatura. Questo ovviamente non esclude che Ron avesse pensato sul serio di costruire un prosieguo su quel delirio: il genio però non era in "ambizioni alte" e in grandi piani narrativi, bensì in una voglia di divertirsi orgogliosamente fine a se stessa, di stupire per il gusto di farlo, aspettandosi che il giocatore portasse con sé il più oneroso requisito hardware: una reale autoironia.
Nonostante un remake porti sempre con sé un retrogusto di pigrizia commerciale, in questo caso per giunta senza essere premiato dalle vendite più o meno dimezzate rispetto a quelle registrate dalla Special Edition precedente, col senno di poi bisogna ammettere che ci potevano essere operazioni peggiori per chiudere definitivamente la storia delle avventure grafiche LucasArts e della LucasArts stessa: l'ultimo presidente che aveva creduto nelle avventure, Darrell Rodriguez, fu licenziato prima di vederlo pubblicato, e di lì all'aprile 2013, quando la LucasArts fu smantellata dalla Disney, nessuno avrebbe più osato riproporre il passato glorioso dell'azienda.

 


 

GRAFICA

Non solo lo sostiene lo stesso Schafer nel commento audio, ma la cosa fu già accennata da Steve Purcell in una vecchissima intervista di dieci anni fa: avessero avuto a disposizione la tecnologia di vent'anni dopo, la grafica di Monkey 2 sarebbe apparsa come quella di Monkey 3 o come quella, pulita, di questa Special Edition. È dura da mandar giù: gran parte del fascino dell'originale per me era nel contrasto tra uno stile (giocoforza, a questo punto?) piuttosto serio e le assurdità che venivano narrate. Se limite fu, fu limite benedetto. Abbattuto questo limite, lo stile simil-flash in Full HD, questa volta impostato dal direttore artistico Matt Aldrich, è sicuramente splendente ma anche spiazzante per i vecchi fan che preferivano la sporcizia delle scannerizzazioni primigenie. Se su questo punto il dibattito non può che essere aperto, specialmente considerando che rispetto alla prima Special Edition la qualità dei fondali è più alta e tendenzialmente omogonea, sul design grafico di alcuni personaggi c'è qualcosa da ridire: Largo è sproporzionato, LeChuck scarsamente imponente (con i soliti piedini retaggio di Monkey 3) ed Elaine stravolta.

 


 

Strano constatare a questo punto la grande resa invece dei tanti comprimari, espressivi e simpatici più dei protagonisti: che la discontinuità in questo aspetto sia stata dovuta al solito lavoro parallelo delle due divisioni lucasiane, quella californiana e quella di Singapore? Per quanto concerne Guybrush, questa volta il lavoro è ottimo: non soltanto le sue animazioni, ricavate da un modello 3D, offrono molti più frame, adattandosi quindi molto meglio alla tecnologia attuale, ma anche lo stesso design quasi-imberbe recupera la delicatezza e l'ingenuità del personaggio senza soccombere alla deriva dell'acconciatura pseudo-aggressiva vista nella prima Special Edition. Se tutti i personaggi avessero avuto il trattamento 3D-2D di Guybrush, il risultato sarebbe stato di certo migliore, però ci si può accontentare. Da non perdere tra gli extra alcuni fondali originali firmati da Peter Chan e Steve Purcell.

 


 

MUSICHE E SONORO

La missione di Jesse Harlin, il compositore di casa LucasArts, era sul serio improba: riarrangiare con una strumentazione live la sterminata quantità di brani MIDI che Michael Land, Peter McConnell e Clint Bajakian avevano composto per l'originale, riuscendo contemporaneamente a conciliarli con il sistema di transizioni audio discriminanti dello storico sistema iMUSE. Per riuscire nell'impresa, Harlin chiese l'aiuto di quattro musicisti, Andrew Aversa, Jeff Ball, Dan Reynolds e Wilbert Roget II, tutti attivi nella scena musicale indipendente. Sarà stato l'impegno tecnico profuso, sarà stata la corretta interpretazione dei brani, ma il risultato è praticamente perfetto (specialmente nella resa del tema principale), escludendo solo qui e lì qualche interpretazione troppo creativa quasi amelodica di alcuni pezzi ("Governor Phatt's Mansion"), nonché qualche problema con gli strumenti campionati della versione "Classic" (che sembra andare in emulazione MT-32). Va notata però una cosa: la ricchezza musicale dell'originale risaltava anche grazie all'assenza di doppiaggio. Esecuzioni e arrangiamenti di questo livello finiscono quasi per essere sprecati, perché parzialmente coperti dai dialoghi. Sicuramente questa è una delle cause principali della mutata gestione degli accompagnamenti musicali nelle avventure grafiche e nei videogame moderni in generale. Riguardo al doppiaggio, a parte questa magagna inevitabile, non deluse affatto: che Dominic Armato fosse all'altezza della situazione lo avevamo capito da anni (specialmente dalla sua performance eccezionale in Tales of Monkey Island), Alexandra Boyd e Earl Boen nei panni di Elaine e LeChuck erano ormai canonizzati, ma era proprio l'intero lavoro sui comprimari, ancora diretto da David Collins (che doppia pure Rapp Scallion) a non far pesare dei testi originariamente concepiti solo per la lettura.

Revisione: 5/2019

 


 

NOTE TECNICHE SULLA PRIMA EDIZIONE (Windows su Steam, Xbox 360, Playstation 3 e iOS)

L'engine che gestisce in parallelo vecchia e nuova versione del gioco è una versione ritoccata di quello della prima Special Edition. La grafica 2D è renderizzata con un motore tridimensionale, avvalendosi anche di alcuni effetti di luce che il programmatore Oliver Franzke aveva inaugurato con Lucidity. L'edizione Windows su Steam richiede XP o Vista, CPU a 3Ghz, 512Mb RAM, scheda video con 128Mb RAM compatibile Shader 2.0. L'ottimizzazione è migliorata, traducendosi in file d'installazione più snelli, ma non tutte le versioni sono prive di bug: qualche crash nelle edizioni console e iPhone/iPad c'è, e almeno su PC alcuni enigmi a tempo avevano ridotto troppo la finestra d'azione del giocatore, diventando di gran lunga più difficili. Una patch corresse fortunatamente questo problema, oltre a reintegrare, almeno nella versione "classica", la sequenza dei titoli e l'elenco demenziale post-titoli di coda. Se la versione acquistabile su Good Old Games vi parte in inglese, ricordate che nella cartella del gioco c'è un programma di setup separato per regolare la lingua dei testi. È possibile estrarre il Monkey Island 2 originale dall'edizione Windows della Special Edition, traducendolo volendo in italiano, usando le istruzioni e la patch che ho preparato in questo zip, avviandolo poi separatamente con l'interprete ScummVM.
Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck's Revenge fu pubblicato in digitale per Windows, Xbox 360, PS3 e iOS nel luglio del 2010, con sottotitoli in italiano. Una versione Mac non è stata mai prodotta. L'edizione iOS è stata ritirata dal commercio intorno al 2017, quando il passaggio all'iOS 11 avrebbe costretto a un aggiornamento del codice a quanto pare ritenuto non conveniente.

 


 

Credits (Windows)

Direzione del progetto: Craig Derrick
Produzione: Julien Girard-Buttoz
Executive producer per LucasArts Singapore: Gio Corsi
Progettazione aggiuntiva: Robert Rabin
Ideazione grafica e impostazione fondali: Chong-Khai Chua, ChoonWee Keh, ChunGee Ooi, Parinaz Shajareh, Andrea Rhodes
Direzione artistica: Matt Aldrich
Fondali: LucasArts Animation Singapore
Grafica personaggi: Gary Choo
Modelli 3D dei personaggi: Charlie Kim, Jowy Ng
Animazioni: Fuadz Kassim, Ren Lin, JiaLoon Sim, JinngHwee Tan, Yong Zehn Tan
Grafica tecnica: Nigel Ang, Oliver Franzke
Programmazione: Nicolas Bergeron, Ben Marsh, Michelle Hinners (sup.), Emmanuel Mendoza, HoChung Nguyen, Jason Chionh, Jeffrey Lim, Joshua Koh
Motore di rendering: Oliver Franzke
Arrangiamenti musicali: Jesse Harlin (sup.), Andrew Aversa, Jeff Ball, Dan Reynolds, Wilbert Roget II
Sound design: Tom Bible
Direzione del doppiaggio: David W. Collins
Voci principali: Dominic Armato (Guybrush), Alexandra Boyd (Elaine), Earl Boen (LeChuck), Leilani Jones Wilmore (Voodoo Lady)
Testing: Sean Thomson e Jeff Diaz (sup.) e Babel Media
Mansioni aggiuntive: Eric Johnston (esperto vecchio codice SCUMM), Jose Acebes (grafica interfaccia), Adam Borman (game design)

 


 

Altre edizioni e porting

Monkey Island: Special Edition Bundle (2011)
Nel settembre 2011 solo in Europa l'Activision decise di pubblicare su Xbox 360 e PS3 (Windows solo in alcuni paesi e non in Italia) il bundle retail Monkey Island Special Edition Collection, in dvd-case. Comprendeva anche la The Secret of Monkey Island Special Edition e in extra le colonne sonore e lo storyboard del lungometraggio di animazione su Monkey Island mai realizzato alla Lucasfilm. I sottotitoli in italiano sono sempre presenti in ogni versione.

Good Old Games (2015)
Anche la Monkey Island 2 Special Edition ci ha messo del tempo prima di essere disponibile senza DRM su GOG. Dal 2015 è sempre acquistabile anche lì, senza achievement ma libera e bella, solo per Windows e con i sottotitoli in italiano.

Copertine

Vi ricordo che per avere una panoramica più esaustiva sulle copertine e sui materiali delle confezioni, dovete integrare quel che vedete con una ricerca su Mobygames. Le copertine mostrate in questa pagina non hanno valore esaustivo, ma indicativo e affettivo, provenendo dalla mia collezione personale.

Windows Dvd-Rom (bundle inglese Activision)
Si tratta appunto del suddetto bundle comprendente anche la The Secret of Monkey Island: Special Edition, pubblicato nel settembre 2011. Lo comprai dal defunto Play.com non appena uscito: farselo arrivare dall'Inghilterra era l'unica maniera di mettere le mani sulla versione Windows, mai distribuita nel nostro paese, dove invece arrivarono solo le retail per Xbox 360 e Playstation 3.