Curiosità / extra per
The Curse of Monkey Island

In questa pagina ci sono spoiler


Link a vecchie recensioni cartacee italiane

Recensione di ZETA (pag.1-2-3-4)
Recensione di The Games Machine (pag. 1-2-3-4)

DISCLAIMER: Le recensioni linkate qui sopra provengono da riviste del 1997, non più reperibili nemmeno sotto forma di arretrato. Conscio di non arrecare danno economico ai possessori del copyright di questi testi, penso che sia una bella maniera di ricordare lavori giornalistici altrimenti destinati all'oblìo. Sono comunque ovviamente pronto a rimuovere le immagini qualora mi sia richiesto.


Curiosità

Le informazioni qui presenti provengono dalle pagine di Mobygames e Wikipedia, dall'articolo del ciclo Secret History di Mixnmojo, da un'anteprima cartacea sul numero dell'estate 1997 di PC Gamer e dalle solite altre fonti che non ricordo più! Sorry.

  • Nel brainstorming si spararono decine e decine di trame. In una Elaine veniva trasformata nella polena di una nave e Guybrush doveva impedire che bruciasse in uno scontro. In un'altra Elaine e LeChuck si sposavano e Guybrush avrebbe dovuto restituire i regali voodoo di matrimonio per annullarlo; la cosa sarebbe terminata con l'assalto alla residenza estiva di LeChuck, dove era presente Wally indemoniato (da esorcizzare a martellate).
  • La progettazione cominciò alla fine del 1995 e andò avanti per tre mesi. Per il mese successivo si programmò una versione provvisoria con grafica ricavata dagli storyboard e sprite dei vecchi giochi: il compito era essere assolitamente sicuri della fluidità di un gioco maledettamente atteso da tutti. La produzione partì nel maggio del 1996 e terminò a ridosso dell'uscita nell'autunno dell'anno dopo. Schafer disse ironicamente al team, quando iniziarono i lavori: "Non siete chiamati a competere con Monkey Island 1 e 2. Siete chiamati a competere con il ricordo di Monkey Island 1 e 2!". Questo per dare un'idea di quanto un terzo Monkey senza Gilbert fosse considerata una patata bollente alla LucasArts.
  • Murray era in origine solo un elemento del fondale nella prima scena. Fu lo scripter e codialoghista Chris Purvis a suggerire che parlasse. Ackley scrisse solo la sua prima apparizione, spostando la sua caratterizzazione da seria a patetica dietro suggerimento di Ahern. Nacque una stella. A pochi mesi dalla pubblicazione Jordan e Purvis insistettero per inserirlo nel maggior numero possibile di situazioni.
  • La sequenza finale, in cui Guybrush ed Elaine sono sposati e si allontanano all'orizzonte, era in origine solo un "codino" post-titoli di coda. La vera sequenza di chiusura doveva essere molto più complessa ed epica, ma Ahern & Ackley, rendendosi conto che avrebbero sforato sul budget per realizzarla, preferirono non chiedere una proroga di tempo e soldi alla dirigenza. I soldi c'erano solo per due lunghe sequenze animate: dopo l'introduzione, la scelta cadde sulla sequenza della tempesta, perché narrativamente più importante. Ahern a posteriori ha giudicato sbagliata la decisione.
  • Sempre per ragioni di budget, la parodistica canzone Plank of Love, che Guybrush ed Elaine avrebbero dovuto cantare su testo di Chuck Jordan (reperibile qui in fondo della pagina), non fu mai musicata nè registrata.
  • Siccome Gary Coleman doppiava Kenny il venditore di limonate, in un primo tempo Ackley & Ahern pensarono di fargli dire "What-chu talkin' about, Guybrush?", adattando il tormentone della sitcom Arnold; l'equivalente italiano sarebbe stato "Ma che stai a dì, Guybrush?"
  • In omaggio ai cartoon, tutti i personaggi hanno quattro dita per mano.
  • L'algoritmo di compressione dei filmati nei credits risulta essere l'INSANE di Vince Lee, usato anche in Full Throttle e The Dig, ma pare che nel master definitivo ne sia stata implementata l'evoluzione, lo SMUSH.
  • Qualche citazione degli altri Monkey Island. Su Blood Island, infilando la testa in una crepa della cripta sbucherete dal famigerato tronco della foresta di Monkey 1. Sempre su Blood Island, usando più volte l'acqua della baia vi ritroverete sotto il molo di Monkey 1, davanti al vostro cadavere! Quando Guybrush domanda a Murray se possa chiamarlo "Bob", pensa probabilmente al pirata del primo Monkey, assistente di LeChuck in grado di rimuovere la propria testa. Nel diorama, quando si incontra Wally oscillante, gli si può chiedere di fermare il dondolìo, come in Monkey 2.
  • Due gag su Plunder Island prevedono la lettura dell'orologio interno del sistema su cui giocate. Potete leggere l'ora reale dall'orologio della piazza, e anche la risposta di Palido Domingo alla domanda "Da quanto tempo prendi il sole?" ne terrà conto.
  • Se nella sfida dei banjo lasciate Guybrush inattivo per un minuto, estrae un accendino.
  • Max di Sam & Max Hit the Road appare come ombra quando Guybrush smanetta con le luci del teatro, nonché come bambola nel covo dei contrabbandieri.
  • Il pirata-scheletro defunto nel ristorante di Barbagialla ha una spilla: "Chiedimi di Grim Fandango". Il riferimento a un gioco in contemporanea produzione riprende quello a Loom nel primo Monkey Island. Il protagonista di Loom, Bobbin Threadbare, è anche citato nel dialogo-spiegone finale con LeChuck, quando Guybrush prospetta alla sua nemesi il rischio di finire nel dimenticatoio dei videogiochi.
  • In omaggio ai primi due capitoli, Larry Ahern e Bill Tiller chiesero a Steve Purcell di realizzare la copertina del gioco, ma quest'ultimo rifiutò gentilmente, suggerendo che ormai il nuovo stile grafico impostato da loro stessi fosse più adatto ad apparire sulla scatola.
  • Truccati da Pollo Diablo, provate a visitare vari luoghi su Plunder Island.
  • Il commento di Guybrush al corvo nella stanza di Mort è una storpiatura di una frase che Humphrey Bogart pronuncia in Il mistero del falco, "E' la materia di cui sono fatti i sogni." La frase sarà citata correttamente in Grim Fandango.
  • Secondo gli sviluppatori di Warcraft Adventures, la loro avventura fu cancellata - tra gli altri motivi - anche perché si temeva la concorrenza di questo Monkey Island 3.
  • Il gioco è dedicato alla memoria di Bret Barrett: scripter e cosceneggiatore di Monkey 2, coprogrammatore di Indiana Jones and the Fate of Atlantis, seguì Ron Gilbert alla Humongous Entertainment nel 1992. E' morto in un incidente motociclistico intorno al '95.
  • Dominic Armato aveva espresso a un suo amico il desiderio di poter un giorno eventualmente doppiare Guybrush, appena due settimane prima che gli venisse offerto il provino per Curse!
  • Premendo SHIFT+J durante i duelli, i suoni metallici delle spade sono sostituiti da quelli delle spade laser di Star Wars. Digitando "lapostal" durante il minigioco iniziale col cannone, una scritta vi comunicherà per scherzo l'attivazione del cheat mode "per colpi di cannone infiniti".
  • The Dig è citato tre volte: su Blood Island la lente del faro "non necessita di regolazione" (a differenza di quelle che avviavano i ponti di luce per Boston Low); Guybrush può incastrare la sua mano nel muro tra la cripta e la casa di Mort; entrando 35 volte nella cripta di Stan compare l'immagine dello scheletro da ricomporre, uno degli enigmi del gioco di Clark.
  • Lo stile grafico ha ispirato il fumettista Paco Vink per la sua riduzione in comic book delle avventure di Guybrush.
  • "Barbery Coast" è la storpiatura di "Barbary Coast", un quartiere a luci rosse di San Francisco.
  • Se nelle sabbie mobili leggete il cartello che informa della parola "Pappapishu", Guybrush e altri personaggi la useranno per tutto il resto del gioco al posto di "Ouch!"
  • L'ossessione di Guybrush per la porcellana non è stata mai spiegata, cosa che sembra aver mandato in tilt alcuni fan: mi sembra evidente si tratti di uno scherzo demenziale che non nasconde proprio nulla, anche se secondo Tiller è una citazione della rissa dietro al muro nella casa del Governatore in Monkey 1.
  • Un occhio attento può notare che nel (brutto) trailer promozionale c'è un'inquadratura di Guybrush che saluta Elaine, tagliata dal gioco finito.
  • Come nei primi due titoli della saga, la combinazione "CTRL+W" permette di "vincere il gioco" e avviare i titoli di coda.