Trama e analisi di
Minecraft: Story Mode - Season Two

Diventato/a ormai sindaco di Beacontown, Jesse rimpiange le avventure: i suoi amici, che abbiamo conosciuto in Minecraft: Story Mode, rimangono parte dell'Ordine della Pietra, ma hanno le proprie vite da condurre, così Jesse fa del suo meglio per gli abitanti della sua città con l'aiuto del nevrotico assistente Radar, finché Petra non si rifà viva, proponendo una piccola impresa: il recupero di un lama smarrito. Jesse accetta per respirare ancora una volta il mai sopito spirito d'avventura, ma la missione riserva una curiosa sorpresa: un misterioso bracciale che invoca proprio Jesse gli si attacca al polso, evocando un ancor più misterioso "Admin"...?

SOGGETTO/PROGETTAZIONE:
Pochi si aspettavano una seconda stagione di Minecraft: Story Mode a così breve distanza dalla prima, ma soprattutto pochi ne sentivano il bisogno: anche il più sfegatato fan dei Telltale deve ammetterlo. Un'altra sessione di cinque episodi tra i blocchettoni dell'universo creato da Markus "Notch" Persson, specie dopo l'allungamento della prima stagione con i tre episodi aggiuntivi dell'Adventure Pass, avevano costituito già una dose da cavallo di quella che mi è sempre parsa la serie meno coesa e meno emozionante tra tutte quelle prodotte dalla casa californiana nel suo nuovo corso (che a cinque anni di distanza da The Walking Dead non è più così nuovo...). Andrew Grant, già co-supervisore di Game of Thrones e Batman, ha ereditato la direzione creativa della serie da Sean MacManus e Dennis Lenart, partito per i lidi Ubisoft. Co-registi e supervisori della stagione sono il designer Brian Freyermuth e lo sceneggiatore Eric Stirpe, molto attivi nella prima stagione e specialmente nell'Adventure Pass.
Lasciati alle spalle i pastiche di generi negli episodi 6-7-8, questa seconda serie torna a concentrarsi sul tragitto interiore di Jesse (maschio o femmina, a voi la scelta): non è difficile intuire un percorso metaforico dall'adolescenza all'età adulta, dall'età dello svago e dei sogni nella prima stagione a un'assunzione di responsabilità in questa seconda. E' una chiave interessante di per sè, ma è interessante anche nel modo in cui omaggia il marchio, dato che giocando al Minecraft originale si può passare in effetti da un approccio casuale a uno via via più metodico e "responsabile". Proseguendo nella storia, veniamo chiamati a giudicare la nostra distanza interiore tra un'ideale umiltà di Jesse e la megalomania del villain "Admin": la lezione morale è nascosta nella nostra resistenza al fascino del potere assoluto dell'antagonista. Se si è tuttavia adulti, a mio parere le scelte da prendere lasciano molto meno il segno di quelle più ambigue e appassionanti di un Batman - The Enemy Within: per un bambino che ami Minecraft e si avvicini al lavoro Telltale, le trappole comportamentali presentate nel percorso sono tentazioni più ghiotte, e quindi l'intera stagione funziona di più. Per un adulto, i compromessi ai quali siamo stati naturalmente abituati nel corso dell'esistenza ci rendono molto più sicuri nelle decisioni (anche quando sembrino apparentemente agli antipodi). I più piccoli di certo sopporteranno le situazioni risapute e tempi stiracchiati: i Telltale inciampano spesso nelle due trappole, e la noia per me è stata sempre dietro l'angolo, con climax e scontri che sanno eufemisticamente di già visto nelle otto puntate precedenti.
Le potenzialità pressocché infinite dell'universo di Minecraft diventano infatti un boomerang: spingono a procedere per accumulo, più che seguendo una strategia narrativa sul serio ispirata. Nel corso della passata stagione abbiamo già visto così tanti personaggi bizzarri e/o dittatoriali nei loro habitati strambi, che Stella e la sua Champion City, o l'Admin e il suo universo, stimolano la curiosità solo del maniaco minecraftiano più accanito. La trovata del guanto di metallo, artifatto misterioso che modifica l'equilibrio esistenziale del protagonista, mi è parsa poi sin troppo simile a quella dell'Eternity Forge nel contemporaneo Guardians of the Galaxy, un riciclo di un espediente già visto. Ho apprezzato la ricerca di un animale iconico quanto il mitico maialino Rueben della vecchia stagione, però lo scontroso lama non gli è stato mai all'altezza. Tra gli altri nuovi personaggi, l'insicuro Radar è simbolico nell'intenzione poetica del messaggio di cui sopra, ma piuttosto monocorde nella caratterizzazione.
Timidissime le aggiunte al design narrativo, che si regge ancora al 90% sulle scelte di dialogo e sulle sfumature generate dalle azioni compiute o rifiutate. Nei momenti di azione, tuttavia, non si fa sempre ricorso ai quick time event, riproponendo al giocatore una versione migliorata della precedente effettiva interfaccia arcade, con movimenti evasivi, controllo diretto e pulsante d'attacco: questi attimi diventano qui ancora più tattici e dinamici, suggerendo che simili parentesi, magari meglio cesellate e pianificate, potrebbero dare una marcia in più all'esperienza Telltale futura. Corretto consentire al giocatore di personalizzare elementi dello scenario (tra questi paragrafi vedete una mia pittoresca scultura): parliamo pur sempre di Minecraft, quindi qualsiasi margine di personalizzazione, pur nei binari stretti delle Telltale Stories, è coerente con il suo universo. Come accaduto con la terza stagione di The Walking Dead, il pratico generatore di storie all'inizio della partita consente di ricreare manualmente il proprio percorso narrativo della precedente stagione, nel caso si siano smarriti i salvataggi o si preferisca iniziare da premesse differenti.
Minecraft: Story Mode Season Two, al netto di qualche spunto più intrigante per i giovanissimi (per esperienza di vita, non per difficoltà), è uno dei più clamorosi e spudorati "more of the same" mai prodotti dai Telltale, a uso e usufrutto dei fan di Minecraft: lo era anche il gradevole The Walking Dead: Michonne per i maniaci della serie di Kirkman, però va ricordato che era uno spin-off della scarsa durata di tre episodi, mentre Story Mode ci aveva già fornito un'espansione del genere.

GRAFICA:
E' ancora l'ex-Double Fine Mark Hamer a fungere da direttore artistico, per convogliare nei cubetti ogni suggestione che il team grafico possa avere, mentre le animazioni sono passate sotto la direzione di Tyler Helton, che nel passato giro aveva fatto anche parte della squadra. Nella semplicità dettata dall'impostazione visiva del marchio, la Season Two mi sembra più curata della precedente: si avvale infatti dell'ultima versione del motore Telltale Tool (rodata con qualche sofferenza in Batman), quindi ci sono molti più effetti di luce e cambi di fuoco, di grande aiuto per l'efficacia della regia. E' scomparso inoltre il problema che affliggeva la prima stagione, cioè il lip-sync impreciso nei dialoghi: ora le squadrate bocche dei nostri eroi mi appaiono ben sincronizzate col parlato. Qualità delle animazioni e scelta dei colori sono sempre precisi e gradevoli alla vista.

SONORO:
A dividersi il doppiaggio di Jesse tornano il simpatico Patton Oswalt e Catherine Taber, ma questa volta c'è una minore attenzione per lo stardom, che invece caratterizzava la prima serie, con le numerose partecipazioni del cast dei Goonies. Anche per lo scarso peso nella vicenda, Martha Plimpton è stata sostituita da un'altra attrice nel ruolo di Olivia. Curioso che i borbottii di Nurm siano affidati a Mark Barbolak, membro del dipartimento legale dei Telltale sin dalla fondazione, spesso usato in voci secondarie nei loro episodi. Fred Tatasciore, voce di Jack, è un veterano doppiatore di cartoon negli USA: la sua caratterizzazione qui mi ha ricordato molto il tono di Will Arnett nei panni di Lego Batman. Gli YouTuber Stacy Plays e Stampy Cat recuperano i loro alter ego. La colonna sonora, non memorabile, è firmata solo da Antimo Music & Welles Creative, senza più l'apporto degli Anadel.

PROGRAMMAZIONE:
La seconda stagione di Story Mode è stata pubblicata su Windows, Mac, PS4, Xbox One / 360, iOS e Android, con all'orizzonte un porting per Switch. I requisiti minimi Windows sono saliti rispetto alla prima stagione, regolandosi su quelli in voga a partire dalla grande patch pubblicata per Batman nel dicembre del 2016, ergo: Core 2 Duo 2.4Ghz, 3Gb RAM, scheda grafica da 1Gb compatibile DirectX11. Nel caso non abbiate una scheda con memoria GDDR5, che garantisce una performance in Full HD stabile a dettaglio pieno, sono disponibili regolazioni per ridurre o sopprimere profondità di campo, qualità delle texture, antialiasing e vari effetti visivi, con una disponibilità di opzioni grafiche che non ricordo sia stata mai così relativamente sottile in un prodotto Telltale. Meno male. Attenti solo a un bug fluttuante, che abbassa quasi impercettibilmente la risoluzione desiderata contro la vostra volontà, se passate da finestra a schermo intero: nel caso accada, riportarla sul valore corretto nelle opzioni risolve la situazione. Le scelte secondarie sul proprio account Telltale sono visualizzate solo se avete attivato il cloud save col vostro account Telltale (azione fino a poco tempo prima rischiosa), anche se non capisco perché non possano essere ricapitolate in-game insieme alle altre.