Versioni, edizioni e reperibilità di Indiana Jones and the Fate of Atlantis

Consiglio ai collezionisti di consultare l'Italian LucasArts Museum per una disamina particolareggiata
di tutte le edizioni italiane pubblicate.


vedi la pagina di commento per ulteriori informazioni sulla versione PC

Sistema Requisiti Supporti Lingua Reperibilità
DOS AT 286 10Mhz, 640Kb, VGA, consigliata scheda sonora Soundblaster o Roland 5 dischi 3,5" HD Italiano Ebay
DOS Cd-rom "Talkie" AT 386, 640Kb, VGA, Soundblaster, lettore cd-rom, consigliati 2Mb e Roland/Soundblaster 1 cd Inglese
(Italiano con patch amatoriale)
Ebay
Amiga 1Mb, consigliato Hard Disk 11 dischi 3,5" DD Italiano Ebay
Macintosh 68020, 2Mb, OS 6.0.2 5 dischi 3,5" HD Inglese Ebay
FM-Towns lettore cd-rom 1 cd Inglese Ebay
Macintosh Cd-rom "Talkie" 68020 14Mhz, 2Mb RAM, lettore cd-rom 1 cd Inglese Ebay
Windows / MacOSX essenziali Digital-delivery Inglese Steam
Nintendo Wii una copia di
Indiana Jones e il Bastone dei Re
1 dvd-rom Italiano
(ma bisogna giocare in inglese per ascoltare il doppiaggio)
Ebay
Windows / Mac / Linux 1.4Ghz (Windows), 2Ghz (Mac/Linux), 1Gb RAM, 64Mb VRAM (Mac), 256Mb VRAM (Linux) Digital Delivery Inglese
(Italiano con patch amatoriale)
GOG

Sean Clark debutta nella gestione di un progetto con la conversione Amiga, pronta intorno al novembre 1992, codiretta con Wallace Poulter. Basandosi sulla stessa versione dello SCUMM di Monkey Island 2, questo porting presenta quasi tutte le caratteristiche della conversione di quest'ultimo. Lo scrolling fluido dell'Amiga prende il posto delle scattosità marchio di fabbrica del PC, ma a causa di uno stile con molti gradienti e meno varietà cromatica, la conversione risulta più "sporca" e meno efficace dell'altra.

Come per Monkey 2, anche se la finestra di gioco in effetti ha una palette di 32 colori (scelti schermata per schermata dai 4096 a disposizione), l'interfaccia e l'inventario hanno una palette fissa e diversa, sempre a 32 colori. Il trucchetto, molto usato sulla macchina Commodore, si chiama palette switching e consiste nel cambiare i registri dei colori tra il tracciamento di una riga e l'altra. Il risultato è che nelle fasi di gameplay, quando l'inventario cioè è presente sullo schermo, il numero totale dei colori viaggia di fatto tra i 40 e i 55, come dimostra lo screenshot qui a destra, con 52 diverse tinte! Il bello è che l'interfaccia classica della LucasArts si presta benissimo al palette switching, perché le due aree di schermo sono ben distanti e suddivise orizzontalmente, facilitando la mimetizzazione dello scambio di palette.
I capi-progetto hanno optato per un'impostazione del sonoro diversa da quella di Monkey 2, dove la maggior parte della partita si svolgeva nel totale silenzio, presentando solo una piccola selezione dei brani originali. In Atlantis c'è sempre un sottofondo musicale; purtroppo però l' iMUSE continua a a latitare e i problemi di spazio causati dagli strumenti campionati sussistono, quindi vengono mandati in loop determinati brani scelti per ciascuna sezione del gioco, riarrangiati da Robin Goldstein peraltro con una libertà eccessiva: l'ascolto diventa irritante e ripetitivo.
Il codice è stato adattato per avviare il gioco direttamente dal floppy, ma i cambi di disco sono molto più ossessivi che in Monkey 2, anche usufruendo di un secondo drive, quindi la presenza di un hard disk è obbligatoria se non si vuole impantanare tutta la fluidità narrativa di questa bellissima avventura in una lentezza esasperante. Ci sono in più dei problemi di comportamento del cursore sulle macchine con sistema operativo Kickstart 3.1 (alla pubblicazione, la Commodore è ferma al 3.0).
Nessuno all'epoca ancora lo sa, ma Indy 4 sarà l'ultima avventura Lucasarts per l'Amiga, che ormai boccheggia nel tentativo di tener testa a questi videogiochi così estesi. La Commodore decreta la propria condanna a morte, ignorando la necessità di aggiornare per tempo uno dei più grandi gioielli informatici della storia: purtroppo i nuovi Amiga 1200 e Amiga 4000 fanno la loro comparsa proprio in concomitanza con l'uscita di Indy 4, quindi troppo tardi perché la Lucas possa pensare a un'incarnazione a 256 colori con installazione obbligatoria.

Le versioni "Talkie" su cd-rom per PC (maggio 1993) e Mac (primavera '94) sono il sogno proibito di tutti i maniaci di Indy orfani del quarto film della serie, all'epoca ancora una chimera: siamo di fronte a un doppiaggio completo, diretto da Tamlynn Barra, che avvia proprio col prof. Jones il nuovo dipartimento audio della LucasArts, dirigendo anche i doppiaggi di Day Of the Tentacle, Sam & Max Hit The Road e Full Throttle. Doug Lee non è Harrison Ford, ma lo imita con perizia e garantisce una buona dose di carisma al personaggio, al punto da esser stato richiamato anni dopo per lo stesso ruolo nella versione americana di Indiana Jones e la macchina infernale. Nella norma gli altri attori, con Nick Jameson, alias il dr.Fred, alias Max e alias Coach Oleander in Psychonauts, che doppia il dr.Ubermann e - credo - anche Kerner. Wilmunder ha modellato la programmazione sulla gestione del sonoro del coevo Day Of The Tentacle. Debutto alla LucasArts del talentuoso programmatore Aaron Giles, qui coder della versione Mac "talkie", futuro coautore dell'emulatore MAME e d'ora in poi curatore di quasi tutte le versioni Macintosh e Windows delle avventure Lucas fino al 2002.

L'edizione FM-Towns (agosto 1993), inedita in Italia, ripropone l'edizione "Talkie", presentando tuttavia una colorazione dell'interfaccia leggermente diversa, come si nota dallo screen qui in basso. Purtroppo le musiche sono eseguite tramite il sintetizzatore FM non eccelso della macchina giapponese, tanto che l'interprete ScummVM dà per fortuna la possibilità di usare una wavetable qualsiasi in sua vece. Ricordate che solo la macchina reale o un emulatore possono riprodurre il particolare scrolling fluido del Towns a 60fps: ScummVM purtroppo si limita all'usuale scrolling a scatti del PC, di 8 pixel in 8 pixel.



La LucasArts ha ripubblicato nel luglio 2009 su Steam (Windows e MacOSX) la versione Talkie, che presenta un opzionale rudimentale antialiasing attivabile. Quest'incarnazione è compatibile con ScummVm (dalla versione 1.7.0), ma non con la patch di traduzione amatoriale, che invece non dà problemi con l'incarnazione presente su Good Old Games dal novembre 2014. Le musiche si appoggiano al driver standard General Midi in uso nel Windows/MacOS dell'utente.
Un altro modo legale di ottenere Indy 4 è rintracciare l'edizione Wii di Indiana Jones e il Bastone dei Re, che offre l'intero gioco come bonus sbloccabile, anche in italiano! Selezionando la nostra lingua non è però possibile ascoltare il doppiaggio in inglese, che si attiva solo se si gioca nella lingua d'Albione.