E' una pia speranza aspettare ancora un seguito ufficiale per Zak McKracken? Sono pie speranze se credete che tutto ciò possa venire dalla Disney. Se invece apprezzate lo spirito indomito di gruppi di sviluppo in erba, che hanno deciso di dire la loro e realizzare amatorialmente questi giochi, la vostra attesa è finita... quasi. Chi lavora su questi videogame non lo fa a scopo di lucro, quindi la lavorazione di questi può durare decenni, interrompersi in qualsiasi momento, per cause interne (defezioni, scazzo, mancanza di personale) o esterne (cancellazione richiesta dalla Disney/Lucasfilm).

Forge

(di Quill O' the Wisp)

Questo ambizioso progetto si propone di riportare in vita l'originale progetto che Brian Moriarty aveva, quello di una trilogia dedicata all'universo delle Gilde di Loom. Forge doveva essere appunto il secondo atto, come da me raccontato qui. La storia cucinata dal team di fan internazionale (è rappresentata anche l'Italia!) vede protagonista il giovane fabbro Rusty Nailbender della Gilda dei Blacksmiths. Ora che il Chaos ha occupato la Forgia, dopo gli eventi narrati in Loom, spetta a lui salvare la sua famiglia e la sua Gilda. Realizzato con il sempreverde Adventuregamestudio, Forge fa tesoro dell'originalità dell'interfaccia di Loom, rispettandone lo spirito di fondo ma rivisitandola per riflettere la natura del diverso protagonista. In sostanza Rusty interagisce con l'ambiente grazie a dei guanti magici, che "forgiano" gli oggetti: gli incantesimi si portano a termine unendo i punti di alcuni pattern visualizzati in una griglia, pattern ovviamente anche reversibili, come lo furono le melodie di Loom. Fondali e animazioni professionali, doppiaggio completo in inglese di alta qualità, game design logico e non frustrante, caratterizzazione simpatica dei personaggi, respiro epico: i Quill O' the Wisp non hanno lasciato nulla al caso, fidatevi. Per capire come il tutto funzioni e quanto impegno professionale sia stato investito in questo gioiello del panorama free, vi rimando al completo primo capitolo.

Return of the Tentacle

(di David Schornsheim, Stefanie Enge, Marvin Hrisbek, Nathaniel Schneider, Marco Arnold)

Di questo monumentale sforzo, realizzato nel corso di 15 (!) anni dopo un reboot del progetto intorno al 2010, è per ora disponibile soltanto un "Prologo" pubblicato nell'estate del 2018. Si tratta di un sequel diretto di Day of the Tentacle, dove Bernard riceve una lettera di garantita vendetta dal Tentacolo Viola. Decide insieme a Laverne e Hoagie di farsi aiutare dal dr.Fred, che come al solito li sbatacchia avanti e dietro nel tempo con l'evoluzione dei Cron-o-binetti, la Cron-o-vatrice. Una volta tanto il modello non è lontano: le gag e i dialoghi sono ben scritti e non si sente troppo la distanza tra l'originale e il fansequel. Colpisce il lavoro di fino operato su fondali, interfaccia, sonoro (con doppiaggio inglese volenteroso) e soprattutto animazioni: è rispettato lo stile del prototipo, ma scrolling e movimenti sono tutti a 60fps, grazie al motore Unity. C'è parecchia interpolazione digitale, ma si avverte anche un affettuoso intervento manuale per dare vita ai personaggi, ovviamente usando come trampolino gli sprite del 1993. Staticamente è molto simile come impatto alla Day of the Tentacle Remastered della Double Fine, ma quest'ultima è meno fluida nelle animazioni (per scelta e budget). Nè l'intro nè le successive brevi missioni del trio presenti nel Prologue si sono avvalse dell'interazione intratemporale del Dott originale. Gli enigmi presenti sono comunque simpatici, seppur molto abbordabili per un avventuriero navigato (che troverà una maggiore sfida, se lo vorrà, nello spulciare gli achievement). Azzardato l'inserimento di Sam & Max: funzionano abbastanza però, anche se nel contesto delirante di un fanservice allargato non sono poi così fuori contesto, io mi sarei mantenuto più rigoroso e li avrei evitati.

Zak McKracken
Between Time And Space

(di Artificial Hair Bros)

Dato il peso di questo progetto, vi ho eccezionalmente dedicato una scheda vera e propria.

Indiana Jones
and the Fountain of Youth

(degli Screen 7)

La grafica 320x200 in simil-256 colori dovrebbe suggerirvi che gli Screen 7 mirano a sfidare Indiana Jones and the Fate of Atlantis su un terreno nostalgico-retrò, ma con storia, grafica e sonoro originali. Dopo una battuta d'arresto all'inizio del 2005, la lavorazione è ripresa ed è stato pubblicato un intrigante demo nel 2006, al quale hanno fatto seguito miniavventure natalizie o simili nel corso degli ultimi dieci anni, giusto per ricordare che il progetto è misteriosamente ancora vivo. Trama: la Seconda Guerra Mondiale sta per scoppiare e il dr. John Burton, un famoso scienziato, è svanito dalla circolazione. Sulle sue tracce finiranno Indy, la sua alunna Shelly e Marcus: cosa aveva scoperto il dottore? Impostazione classica, il tema è intrigante. Gli Screen 7 stanno lavorando in modo decisamente professionale: la qualità del titolo vorrebbe essere indistinguibile da quella di un regolare prodotto commerciale del 1992-1994 e, previe cospicue donazioni, progettano anche una versione doppiata con Doug Lee nel ruolo di Indy, ruolo che l'attore già ricoprì nell'edizione cd-rom di Indiana Jones and the Fate of Atlantis e nella versione originale di Indiana Jones e la Macchina Infernale. Il primo episodio doveva arrivare negli ultimi mesi del 2013, col titolo Bora Gora, ma c'è stato poi un nuovo riassetto della lavorazione. Per avere immagini, video e informazioni di prima mano, vi consiglio di fare riferimento alla pagina Facebook più che al sito.

Prisoner Of Monkey Island

(di Luigi Esposito, Danilo Puce, Mattia Pozzoli, Ciro Cangialosi,
Giovanni Ventre, Riccardo Messori)

L'incredibile finale di Monkey Island 2 ha lasciato molti fan di stucco. Cosa realmente accadde? Come si è poi giunti alla condizione di Guybrush che ci viene mostrata all'inizio di Monkey Island 3? A questa e ad altre domande si propone di rispondere il gioco di GigiArts. Davvero notevole lo stile grafico adottato dal titolo. Precedentemente era noto semplicemente come "Monkey Island 2.5", ne fu pubblicato tempo fa un demo provvisorio con grafica rippata. Nell'homepage è disponibile anche un demo musicale perfettamente in tema e molto professionale. Come forse noterete, alcuni dei co-autori di questo gioco sono nomi attivissimi sulla scena del fandom italiano di Monkey Island, a testimoniare la spavalderia e la dedizione dei bucanieri italiani votati alla serie ideata da Ron Gilbert.

Indiana Jones and the Fate of Atlantis -
Special Edition

(di Went2Play)

Al momento si può giocare solo una demo di questo progetto che si trascina da diversi anni. Si tratta del remake in HD di Indiana Jones and the Fate of Atlantis. Gli autori miravano a ottenere una licenza ufficiale dalla Disney per lavorarci, arrivando ad aprire una petizione. A dir il vero, una risposta ufficiale c'è stata ed è stata negativa: non c'era interesse. Una maniera molto dolce di minacciare un'azione legale se il progetto fosse proseguito. Di fatto, è proseguito sul serio, perché la demo 2.0 scaricabile dal luglio del 2018 arriva fino al ritrovamento del Dialogo Perduto di Platone, ed è giocabile anche con i sottotitoli in italiano (aprite il file config.ini e scrivete "Language = Italian"). Devo dire che sono perplesso: a parte le scarsissime prospettive di riuscita, la qualità non mi sembra all'altezza di mire così "ufficiali". I fondali, nonostante manchino di una direzione artistica decisa, sono buoni. Non mi convincono invece affatto il design e le animazioni dei personaggi. L'implementazione delle musiche inoltre è incompleta: la colonna sonora interattiva dell'originale mi sembra garantita nelle sequenze, ma in-game non c'è traccia dell'iMUSE e i brani, pur riarrangiati, vanno semplicemente in loop. La gestione dell'iMUSE nella Monkey Island 2 Special Edition e nella Day of the Tentacle Remastered è stata MOLTO complessa, e a mia precisa domanda in merito, gli autori del remake di Fate sono stati evasivi. E' realizzato con l'engine Visionaire Studio e adotta un'interfaccia radiale a scomparsa in stile Monkey 3.

I giochi dei Lucasfangames

(composti da Sascha Borisow, Andreas Vogel, Till Weingärtner, Rodrigo Steinmann, Leandro Raúl Tami, Nacho Ayala Rico, Nacho Lucia, Neil Cicierega, Jason Harang)

AVVERTENZA: Al momento il sito è down per cause poco chiare. Era opinione comune che il gruppo avesse ricevuto una minaccia legale dalla LucasArts (mai confermata), ma individui vicini al team negano la cosa e accennano ad una "sparizione preventiva" per lavorare a porte chiuse e al riparo dai clamori. I giochi che hanno realizzato sono comunque rintracciabili on-line facilmente, anche tramite i nomi dei file d'installazione: "fanadv_zak2.exe" e "mmd14setup.exe".


THE NEW ADVENTURES OF ZAK MCKRACKEN (uscito)

Dopo aver vinto il Pulitzer per aver narrato dell'incredibile avventura precedente, Zak vorrebbe godersi il suo meritato riposo, ma purtroppo misteriosi individui rapiscono Anne, costringendo il nostro eroe, insieme a Melissa e Leslie, a tornare di nuovo in azione. Ma poi i Caponiani saranno stati davvero sconfitti? Questa avventura è il titolo di esordio di un gruppo di programmatori essenzialmente tedesco, che si apre a contributi europei. The New Adventures Of Zak McKracken non è di certo ambizioso come altri fan-game, ma riciclando grafica, musiche ed effetti sonori delle altre avventure Lucas è stato portato a termine a tempo di record. Riesce anche ad offrire una buona sfida, fortunatamente non paragonabile a quella insormontabile del primo capitolo ufficiale: rimane qualche passaggio illogico o forzato, ma per i fan di Zak è una capata obbligatoria, ricco com'è di citazioni del primo gioco (e non solo) e dotato di un sistema di conversazioni classico che mancava nell'originale. L'interfaccia è quella di Monkey 2. E' stato molto giocato e tradotto in svariate lingue, italiano compreso. E' programmato usando il motore e i tool AGS di Chris Jones.


MANIAC MANSION DELUXE (uscito)

Non è un nuovo gioco, ma una versione dell' originale realizzata in 256 colori, con interfaccia più snella. Ne parlo più diffusamente nella pagina delle conversioni di Maniac Mansion.


INDIANA JONES AND THE RAIDERS OF THE LOST ARK (cancellato)

Dopo un sondaggio, i Lucasfangames si erano messi al lavoro sull'avventura grafica ispirata al film I predatori dell'arca perduta. Hanno reso noto che si svolgerà in nove capitoli: 1)Il tempio in Perù, 2)Il Marshall College, 3)Kathmandu, 4)Il Raven Bar, 5)Cairo, 6)Tanis, 7)Bantu Wind e sottomarino nazista, 8)Base nazi, 9)Washington. Doveva essere come al solito programmato in AGS, ma ormai questo titolo si è perso nel nulla dopo la "sparizione" del team.

Indiana Jones
and the Seven Cities of Gold

(dei Binary Legends)

Questa avventura si svolge nel 1940. Appena tornato da un viaggio in Oriente, Indy cerca Marcus al College, ma non lo trova. Al suo posto, un telegramma che gli chiede di raggiungerlo in Arizona, dove lo attende un'importante scoperta archeologica. Il fangame in questione è un nuovo progetto in AGS, d'impostazione grafica nostalgica (ma con uno sprite di Indy eccessivamente buffo, a mio parere), comunque promettente nella sua pulizia generale. Le musiche sono alquanto confuse, ma c'è tempo migliorare, sempre ammettendo che i Binary Legends riescano ad andare oltre il demo. Nella loro homepage trovate un demo proveniente dall'introduzione giocabile della storia. Simpatiche le immancabili strizzate d'occhio alle avventure storiche lucasiane.