Trama e analisi di
The Walking Dead: A New Frontier

Javier, dopo l'apocalisse zombie, è diventato responsabile di sua cognata Kate e dei suoi nipoti Gabe e Mariana, orfani di suo fratello maggiore David, col quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale. Javier sopravvive spostandosi di città in città, ma nessuna strategia è vincente. Quando un imprevisto lo separa dai suoi, incontra sulla sua strada la giovane Clementine, che cerca di vivere per suo conto e che accetta senza troppo entusiasmo di aiutarlo. Mentre Javier conosce nuove persone disponibili (come la comprensiva Eleanor), Clementine è ancora tormentata da ciò che le è successo negli ultimi anni. Su tutti grava la minaccia di un gruppo autogestito autobattezzatosi "Nuova Frontiera". Sarà impossibile cercare un futuro senza passare per le sue force caudine...

SOGGETTO/PROGETTAZIONE:
Potenza di un mito. Nonostante ci separassero solo pochi mesi da Michonne, lo spinoff basato sull'omonimo personaggio del fumetto e della serie tv firmata Robert Kirkmann, i Telltale sono riusciti comunque a tenerci tutti col fiato sospeso per questa terza stagione di The Walking Dead, la serie ammiraglia che ha permesso loro di compiere il salto verso i grandi numeri e ogni possibile alloro. Solo hype per la serie tv? Solo marketing? Fino a un certo punto, perché la ragione dell'emozione la conosciamo tutti, si chiama Clementine. Per il resto, parlandoci francamente, in questo A New Frontier bisogna arrampicarsi sugli specchi per scoprire qualcosa di nuovo: si badi bene, non mi riferisco a nuovi personaggi o ambientazioni, quello è il minimo e quello c'è. Parlo di novità concettuali, qualcosa che faccia evolvere le intenzioni poetiche e metaforiche dell'insieme. Il team, inizialmente gestito da Dennis Lenart, Stephen McManus e Adam Miller, poi sostituiti dalla producer Alyssa Finley dal terzo episodio, gioca ormai in casa: i dilemmi ardui sono a ogni angolo, le scelte infami anche, la disperazione impera, si respira aria postapocalittica, l'innocenza è morta, la normalità anche... ci siamo passati. Se nella vita siete quel tipo di persona che apprezza la creatività alle fondamenta, l'esplorazione di nuove possibilità, e le antepone alla reiterazione con variazioni sul tema, A New Frontier non tiene molto fede al suo nome. Se invece siete quei fan che non gradiscono stravolgimenti e la variazione sul tema è esattamente quello che volete, perché non ce n'è mai abbastanza, nel lavoro della squadra Telltale vedrete più una conferma della professionalità che le defaillance. A esperienza terminata, ammetto che mi sono mancati picchi significativi che mi abbiano colpito emotivamente, se non nei primi due episodi, dove sono stato preso in contropiede da almeno due colpi al cuore ben assestati, di quelli che sulla carta ti aspetti da The Walking Dead, ma che riescono sempre a colpire nel segno, quando abbassi la guardia. Per il resto, imputo una mia certa freddezza a un problema che avevo già riscontrato in Batman e che qui mi è pesato maggiormente, forse pure a causa di uno stiracchiamento tra il terzo e quarto episodio. L'altrimenti encomiabile volontà dei Telltale di personalizzare sul serio l'esperienza si traduce in una struttura modulare, che dipende dalle nostre scelte via via sempre di più, fino a "comporre" climax e finale basandosi su esse. Ora, nel quinto e ultimo episodio ho distintamente avvertito il costruirsi meccanico di quest'impalcatura, ho cioè avvertito troppo la struttura di design per potermi abbandonare alle emozioni: la composizione modulare delle scene non si è sposata benissimo col crescendo narrativo, forse perché la presentazione è così cinematografica da portarmi ad aspettare una fluidità e una compattezza che la flessibilità delle scelte non aiuta. E' un paradosso, perché invece mirerebbe a valorizzare l'interazione, quindi sulla carta sarebbe un passo avanti. E' un serpente che si morde la coda: fossi nei Telltale non sottovaluterei questa contraddizione.
Clementine, ecco: lei rimane il "quid", il contributo reale dei Telltale a questo universo, e in parte anche al mondo dei videogiochi. Dopo averla vista inerme tramite gli occhi di Lee in The Walking Dead e averla controllata in un impossibile percorso di equilibrio in The Walking Dead Season Two, la ritroviamo qui ormai adolescente e... non la controlliamo, se non in alcuni flashback, perché il protagonista è Javier. Ho trovato quest'approccio, che ha scontentato alcuni fan, molto intelligente. Di certo è dettato in parte dalla volontà, non nascosta, di produrre un semireboot adatto anche a chi non avesse giocato le stagioni precedenti; la medaglia di questo compromesso ha due facce. E' un corposo guadagno di stile: Clementine viene centellinata quando si può massimizzare il suo impatto emotivo, compie per certi versi un percorso emotivo parallelo a quello di Javier, e risulta più mitica, quando rischierebbe l'esaurimento rapido di fascino, dopo aver retto già due stagioni. E' un (timido) guadagno anche in termini di tematiche. Lee era già traumatizzato e solo, idem Clementine, mentre Javier e i suoi mettono in risalto un tema prima relegato ai comprimari: la famiglia, con un approfondimento delle dinamiche di parentela strette tra marito/moglie, padri/figli, fratello maggiore/minore. Nonostante la freddezza meccanica di cui sopra, alcune scelte/test e il relativo profilo finale del giocatore possono mettere in serio imbarazzo: rimane una qualità incrollabile delle Telltale Stories, sottolineata dal maggiore sapore di quotidianità messo in scena da questa famiglia sofferente. Giriamo la medaglia e scopriamo tuttavia un limite di game design: dal momento che controlliamo Javier e dovremmo ragionare mettendoci nei suoi panni, ciò che noi giocatori sappiamo di Clementine non è in sintonia con quello che Javier sa: guardando le percentuali relative alle scelte operate nelle partite, viene a galla una partigianeria degli utenti per Clem, anche quando obiettivamente, se fossimo sul serio Javier e ce la trovassimo davanti con quegli strani atteggiamenti, agiremmo in modo per lo meno più sospettoso. Senza addentrarci in spoiler (vi rimando alle schede dei singoli episodi se non li temete), i Telltale sembrano consapevoli dell'inghippo, e hanno creato una "zona d'ombra" per Clementine tra la seconda stagione e questa, nella disperata necessità di un mistero che serve la causa del coinvolgimento ma che Clem rischia di non portare. Tale zona d'ombra viene illustrata nei flashback e si basa sulle nostre scelte operate nelle passate stagioni: A New Frontier mette a disposizione un nuovo strumento, un "generatore di storia" che consente anche a chi abbia perso i salvataggi di ricostruire l'esperienza della "sua" Clementine, in caso contrario randomizzata.
Non si può dire che The Walking Dead: A New Frontier sia totalmente riuscito: la ripetitività delle situazioni ormai inibisce l'ispirazione, sostituita da una scrittura e un design non tanto sciatti, quanto fin troppo calcolati a tavolino per spremere al midollo ciò che ha reso celebre la serie in termini di meccaniche. Siamo in bilico: accompagnare nella crescita un bel personaggio come Clementine sarà sempre una sensazione speciale, ma con la quarta stagione si potrebbe cadere.

GRAFICA:
Tara Reuping, dopo l'affiancamento su Tales from the Borderlands, ha preso in consegna la direzione artistica di A New Frontier. Avvalendosi della nuova versione del motore grafico Telltale Tool, rodato in Batman, la grafica è più vibrante e contrastata: luci e ombre contano più che nel passato della serie, come dimostrano le suggestive scene in notturna, l'uso della torcia in alcune sequenze e generalmente il maggiore calore cromatico dell'immagine, s'intende nei limiti estetici dello stile impostato. Con una buona scheda grafica GDDR5 è possibile regolare il rendering al massimo e godere delle novità già viste in azione per l'Uomo Pipistrello: cambi di fuoco, bloom e blur tra i più evidenti. Nonostante questo, non mi è sembrato di notare sostanziali miglioramenti nel comparto animazioni: rispetto alle prime due stagioni c'è di sicuro maggiore cura nell'espressività dei volti grazie al carico poligonale aumentato, ma le animazioni, sempre dirette dall'esimio Peter Tsaykel non mi sono sembrate di molto più elaborate. Mi avevano colpito di più quelle di Batman, però va anche tenuto in conto che The Walking Dead è un marchio meno coreografico. Dà ancora fastidio che gli abiti siano troppo evidenti texture aderenti ai corpi: quando ci sono lembi nelle giacche, la cosa distrae.

SONORO:
La scena è ancora una volta per lei, Melissa Hutchinson, che aggiorna la voce di Clementine all'adolescenza, recuperando in parte il proprio timbro reale e facendosi forte di ben due nomination ai BAFTA per le due precedenti stagioni. Javier è interpretato da Jeff Schine, attivo anche come attore in produzioni minori, e di recente nel cast vocale di Mafia III. Non si parla solo di attori da tripla A, perché Shelly Shenoy, interprete della sfortunata Kate, ha una lunga militanza nelle avventure punta & clicca in pixel art prodotte dalla Wadjet Eye Games.
Musiche come al solito del maestro Jared Emerson-Johnson, che però sconta anche lui una certa difficoltà di trovare spunti originali nel materiale, per quanto io riesca a valutare quest'aspetto, non intendendomi di musica ma giudicando di pancia. L'unica canzone in colonna sonora, in questo aspetto meno ricca di quella di Michonne, è l'onesta Grim Ranger dei Lungs and Limbs, ma va da sè che mi sento orfano delle First Aid Kit.

PROGRAMMAZIONE:
Ammetto che questa scheda è carente, perché non ho avuto il coraggio di sperimentare ancora il funzionamento del Telltale Cloud: come ho spiegato nelle schede di Michonne e Batman - The Telltale Games, è successo a molti utenti che il mancato accesso ai server Telltale (per qualsivoglia ragione) abbia compromesso non solo i salvataggi in cloud, ma anche quelli in locale. Non so se le cose sono tornate a posto e non ho molta voglia di fare da tester/cavia, vi chiedo di essere comprensivi. Usatelo a vostro rischio e pericolo, consapevoli. Per tutto il resto, A New Frontier gode dei miglioramenti apportati (tardivamente) al codice di Batman. Si è presentato sui nostri monitor molto più snello, con tutte le opzioni grafiche presenti in quest'ultimo, più un nuovo livello di rendering ("low") che si va aggiungere al "medium" e "high". Su un i3 con scheda grafica GDD3 a 1280x720 gira spesso a 60fps, con antialiasing attivato, texture "high" e rendering "medium": un ottimo risultato, raggiunto anche grazie a un microstuttering più contenuto del solito, meno pesante che nel quasi coevo Batman. Tocca tuttavia ancora abbassare manualmente la risoluzione del desktop per abbassare sul serio quella del gioco (altrimenti scatta solo uno scaling). Qualche timido passo avanti nella visualizzazione delle scelte secondarie sul proprio account Telltale, però permangono glitch. Per ora A New Frontier si è reso disponibile solo su Windows, PS4, Xbox One e iOS: mancherebbero quindi all'appello Mac e Android. Le versioni PS3/Xbox 360, nonostante fossero state ventilate nel comunicato stampa di diverso tempo prima, non sono più apparse nei trailer successivi. Era il momento di lasciarsi la last-gen alle spalle.