Trama e analisi di Brütal Legend

Eddie Riggs è un roadie eccezionale, costretto a subire il rock pseudo-metal della boy-band per cui lavora, i Kabbage Boys. Durante uno show si ferisce per errore ed il suo sangue finisce nella fibbia della sua cintura. La fibbia viene attivata da questo sacrificio involontario ed Eddie si ritrova trasportato in un passato alternativo. Risvegliatosi nel misterioso tempio di Ormagöden, Eddie ha appena il tempo di rinvenire un'ascia e di difendersi da misteriose suore demoniache in latex, facendo anche la conoscenza di una ragazza tormentata, Ophelia. Ad Eddie basta poco per capire la situazione: si trova nella mitologica terra del Rock 'n' Roll, che fu secoli prima abbandonata dalle Leggende del Rock 'n' Roll, ascese ad un inafferrabile paradiso, dopo aver lasciato misteriose reliquie giù in terra, ormai abitata da umani assoggettati dai demoni che si sono del tutto sostituiti alle Leggende. Dopo aver fatto la conoscenza di un gruppo di ribelli con a capo l'insicuro Lars, Eddie - che fondamentalmente si sente a casa come non mai - decide che l'unica maniera di risolvere la situazione è costruire per Lars ed il gruppo un "tour" ("roadshow of destruction"), che faccia di Lars una star, raccogliendo proseliti a colpi di armi, rock e heavy metal. Attraversando la terra del Rock 'n' Roll il gruppo - sempre supportato dalla saggezza dello sciamano-guaritore Kill Master - si scontrerà con il terribile Generale Lyonwhite, mentre tenterà di raggiungere il Demone a capo del regno di terrore, Doviculus, per mettere fine al suo dominio.

SOGGETTO/PROGETTAZIONE:
E' difficile che un fan di Tim Schafer non pensi a Full Throttle giocando a Brütal Legend. Che il metal fosse nel cuore di Tim era evidente sin dal suo esordio nel lontano 1993, con quell'Hoagie che allietò Day of the Tentacle. Da quando il gioco è stato annunciato è stato sentimento diffuso considerarlo come il primo titolo di Schafer che da dieci anni a questa parte possa porre fine alla sua fama di genio incompreso dal pubblico pagante. Considerazione questa fatta con affetto ma da qualcuno anche con malizia, suggerendo che il tono e l'atmosfera siano un ammiccamento al pubblico più facile, dopo il relativo "snobismo intellettuale" di Grim Fandango e Psychonauts. Per fortuna l'onestà creativa di Schafer non è venuta meno: Brütal Legend non è un pretesto per campare di rendita sull'esaltazione di presunti bassi istinti, ma un'occasione che sinceri e nostalgici appassionati usano per celebrare un genere musicale (con relativi sottogeneri). Uso il plurale non a caso: Schafer ha modellato il suo protagonista su Jack Black, riuscendo anche ad ottenere il budget per ingaggiarlo come doppiatore. Quest'ultimo non si è trovato corteggiato da un ufficio marketing, ma si è visto consegnare su misura un personaggio che sposasse in pieno la causa della musica che più ama: da lì il passo è stato breve. Eddie Riggs è aggressivo e passionale come Jack Black, divertito e battutaro come Tim Schafer, entusiasta e poeta come entrambi: una dimostrazione lampante di come un'idea forte possa unire l'utile della promozione al dilettevole dell'arte, in una combinazione che non svilisce nè gli autori nè l'utente. Com'è sempre stata prassi di Schafer, intorno a un personaggio potente viene costruito un intero mondo autoreferenziale: la Terra del Metal è analoga alla Terra dei Morti di Grim e all'universo di Psychonauts, nel quadro di un plot epico con un'intelligente gestione dei colpi di scena che prende in contropiede chi pensa di averne anticipato uno. L'ispirazione per Brütal arriva da una miscela dell'immaginario dei testi metal e della mitologia nordica, non limitandosi in nessuna contaminazione, con la consapevolezza che l'autoironia nasca spontanea da una fantasia libera e contagiosa. Da questo punto di vista, niente di nuovo sotto il sole splendente di Tim. Eppure Brütal Legend è il suo gioco che mi ha convinto meno. Lasciatemi spiegare.
Tim ha con orgoglio dichiarato che Brütal è il suo primo titolo in cui un gameplay definito e standard sia stato al centro della lavorazione: se ciò senza dubbio ha aiutato il team della Double Fine a non impantanarsi in una pericolosa produzione emorragica come quella di Psychonauts, per me però il proverbiale asino è cascato qui. La tecnica schaferiana ha sempre raccontato una storia in primis, cercando in funzione di questa le modalità interattive da applicare, pescandole dai generi esistenti. Una lezione imparata dalla tradizione lucas, che nei casi migliori narra attraverso l'interazione. Se lo svolgimento del plot centrale di Brütal è in fondo ridotto come quello di Psychonauts, il primo offre purtroppo un'esplorazione narrativamente meno appagante. Ciò avviene perché Brütal Legend, action slasher in terza persona con una struttura aperta alla GTA, liquida la visionaria storia di Eddie in una ventina di missioni dal game-design conservatore e alquanto derivativo, rimpolpandola meccanicamente con delle missioni facoltative abbastanza ripetitive, minime variazioni sul tema di quelle principali: scontri con orde di nemici, corse in macchina, protezioni e ricerche di bonus, che potenziano sì il protagonista ma poco aggiungono allo spessore della storia. Non che il meticoloso lavoro di background ne esca a pezzi, ma di certo non ne esce esaltato a sufficienza. Dove veramente si riconosce quella commistione atmosfera-gameplay tipica dello Schafer d'annata è nelle Battaglie tra Palchi (5, se non ricordo male), missioni la cui struttura è poi alla base della modalità multiplayer, affrontabile anche contro un'IA regolabile, per chi non abbia accesso alla rete. Sfruttando al meglio il gioco di squadra che Eddie può sempre strategicamente comunque gestire con i suoi compagni in molte missioni tramite D-PAD, nelle Battaglie Tra Palchi l'esercito/show di Eddie si scontra con quello controllato da un avversario. Dosando un'elementare strategia in tempo reale con l'intervento diretto, bisogna creare unità impadronendosi dei geyser che emettono le "anime dei fan" e mandare varie tipologie di guerrieri ad abbattere il palco avversario. Per la meccanica si è parlato del vecchio Sacrifice, ma l'autore cita un vecchio titolo per Sega Mega Drive, Herzog Zwei: la grottesca e originale implementazione di queste meccaniche nella poetica metal è tutta schaferiana e non stupisce sapere da Tim stesso che in origine il gioco fosse costituito unicamente da esse. Per capire al volo come funziona guardate quest'intervista con relativi filmati.
Chi ami alla follia l'atmosfera dell'heavy metal e/o l'opera di Schafer non si stancherà tanto presto delle (auto)citazioni costanti, del rombo della Falciadruidi che Eddie guida, della sua fedele e letale chitarra Clementine (con assoli magici attivabili con le classiche pressioni ritmate dei tasti), nonché della sua sanguinolenta ascia, ma l'impressione preponderante è che le convinte alte mire artistiche si siano infilate in un collo di bottiglia di un gameplay timido, coraggioso per me davvero solo nelle Battaglie tra Palchi, peraltro giudicate confusionarie da altri giocatori. La varietà e la sorpresa in un gameplay che serve la storia sono ciò che ci fa gridare "Geniale!" davanti a un titolo di Tim Schafer. Se tali elementi spesso latitano, il divertimento epidermico può anche non risentirne troppo, ma gli inchini siamo costretti a riservarceli per la prossima volta.

CURIOSITA':

  • Il gioco era stato inizialmente finanziato dalla Vivendi Universal con marchio Sierra, che ne aveva previsto l'uscita nel 2008. Quando la Vivendi è stata acquistata dall'Activision, quest'ultima ha deciso di lasciare lentamente morire il progetto. A quel punto Schafer per salvare la Double Fine dalla bancarotta con un moncherino di titolo ha cercato un altro editore, trovandolo nell'Electronic Arts. L'Activision ha poi fatto causa alla Double Fine accusandoli di non aver formalmente rotto il contratto con loro prima di cercare un nuovo publisher. A quanto si sa, la contesa è stata sanata.
  • Originariamente la modalità single-player doveva essere costituita unicamente dalle Battaglie tra Palchi, ma Schafer ha colto la palla al balzo del cambio di editore per posticipare il gioco di un anno ed ampliare la modalità storia.
  • Jack Black ha accettato anche perché fan di Psychonauts.
  • Kyle Gass, amico e sodale di Black (con lui forma la band dei Tenacious D), ha prestato la sua voce al Cannoniere, graficamente un suo ritratto. La colonna sonora comprende dei brani della band cantati da Black.
  • Il primo design di Eddie lo vedeva identico a Lemmy Kilmister; quando si è deciso di ringiovanire il personaggio, la caratterizzazione "alla Jack Black" ha avuto la meglio e Kilmister è stato dirottato verso il guaritore Kill Master.
  • Le edizioni originali PS3 e Xbox 360 sono di proprietà dell'Electronic Arts, ma la Double Fine ha finanziato e pubblicato di tasca propria le versioni Windows, Mac e Linux.

GRAFICA:
Diretta dal nuovo arrivato Lee Petty (che avrebbe poi partorito Stacking), la grafica si basa su bozzetti tra gli altri di Scott Campbell, nuovo fedelissimo che già curò la grafica e i personaggi di Psychonauts. Tra gli ideatori del mondo di Eddie c'è anche Peter Chan, ma in questo caso il suo apporto è stato inferiore rispetto alle sue precedenti collaborazioni con Schafer. La missione del team di grafici era concettualmente semplice: dare vita sullo schermo alle copertine e agli artwork degli album heavy metal. Elementi naturali si fondono con pistoni, motori e strumenti musicali, corpi umani svisano in mutazioni grottesche, in un'allucinazione perversa che non rinuncia - com'è giusto che sia per rispetto del materiale - ai toni sanguinolenti e al disgusto. Un lavoro molto pensato, non omogeneo nei risultati: a texture dettagliatissime ne seguono altre più tirate via, a modelli dei personaggi geniali e raffinati altri leggermente imperfetti. Se si pensa però che la Double Fine è uno studio indipendente che cerca di competere con realtà massicce come i RockStar, la mole di grafica è impressionante e rende giustizia alla tenacia con la quale Schafer cerca i finanziamenti necessari per giocare sempre in serie A (scordatevi uno spettacolo del genere nei titoli dei Telltale o degli Autumn Moon). Visto che la narrazione è meno preponderante del solito nel gameplay, all'avvicendarsi iperrealista del giorno, della notte e delle intemperie spetta un ruolo più di rilievo nel coinvolgere il giocatore nell'universo metal. Ci si scontri con abomini ispirati alle opere di Bosch (la fazione delle Spirali Infette) o con una corporeità epica alla Frank Frazetta o Simon Bisley (i Testaferra, la fazione degli umani organizzata da Eddie), la direzione artistica cerca sempre di caratterizzare ambienti e personaggi in modo diverso, citazionistico agli occhi dei fan di questo tipo di materiale, curioso e divertente agli occhi dei profani.

MUSICHE E SONORO:
Il sonoro di Brütal Legend non è un accompagnamento, è il senso stesso del gioco. Grazie ai finanziamenti della Vivendi prima e dell'Electronic Arts dopo, la Double Fine si è assicurata i diritti di ben 107 (!!!) brani metal, alcuni sbloccati in automatico col procedere nella vicenda, altri ottenibili evocando reliquie sparse per il mondo di gioco, o finendo missioni secondarie. In qualsiasi momento, al di fuori degli scontri, è possibile scegliere quale brano ascoltare tra i disponibili: non sono un esperto, ma l'heavy metal è coperto anche nei sottogeneri (qui una lista degli artisti), con un evidente intenzione divulgativa. C'è poco tempo questa volta per abbandonarsi al consueto professionale lavoro di un altro fedelissimo, Peter McConnell, che come fece in Full Throttle ha dovuto creare pezzi strumentali che si mimetizzassero tra le canzoni, fungendo da elemento omogeneizzante dell'ascolto, fondendo strumentazione rock e classicamente orchestrale, con bei pezzi in chitarra classica. Il doppiaggio chiaramente non è da meno: a parte Jack Black, Ozzy Osbourne nel ruolo del Guardiano del Metal (una sorta di Ford Cruller di Psychonauts) regala una performance di carisma incredibile, giocando come Lemmy Kilmister e Rob Halford con il suo personaggio e con le proprie capacità vocali. Il giocatore finisce per sperimentare timbri, inflessioni e interpretazioni insolite che penso faranno sorridere anche chi conosce alcuni cantanti solo di nome. Che piacere è poi tornare ad ascoltare in un videogame Tim "Gabriel Knight" Curry, qui nei panni del cattivissimo Doviculus (controllabile nel multiplayer): una voce dall'oltretomba come poche altre! La canzone Tainted Coil ("Spirale Infetta"), cantata da Jack Black, fu distribuita dal primo publisher Vivendi con accompagnamento di poema esoterico-demenziale, su un 45 giri rosso in vinile, a tutte le redazioni americane di riviste dedicate ai videogame. Con mittente anonimo! Guardate qui.

PROGRAMMAZIONE:
La mia versione di Brütal Legend è quella per PS3 e non so se su Xbox 360 le cose vadano meglio, ma capita che in zone della mappa a più pesante carico poligonale l'engine faccia crollare il framerate in modo considerevole, senza mai compromettere la giocabilità ma rovinando l'impatto. Per il resto il motore gira a 1280x720, con caricamenti brevi e accettabili, che almeno su PS3 campano di rendita su un'installazione obbligatoria su hard disk di all'incirca 1,5Gb. Ottimale la distribuzione dei comandi sul Dual Shock, dove il D-PAD controlla "le truppe" se disponibili, lo stick sinistro il movimento e il destro la visuale. Con gli altri tasti è possibile, oltre a combattere e guidare la Falciadruidi, richiamare i menu per la gestione degli assoli e un altro per generare le truppe nelle Battaglie tra Palchi. Nel 2013 la Double Fine ha convertito il gioco per Windows, Mac e Linux, includendovi anche i DLC e adottando il classico input ibrido tastiera più mouse.